Parole&Pensieri

Tutti cantano (e ballano) Gabbani

12 Febbraio 2017

Premesso che non c'è da stupirsi -semmai da indignarsi- se tra le nuove proposte vince uno dell scuderia di mia cugina Maria e Alessio Bernabei, inascoltabile e improponibile protetto di mister Suraci, potente patron di Rtl (che è ben presente anche "dietro" la graziosa Lodovica Comello) arriva in finale con uno dei brani più inutili e brutti di sempre, con la chicca d'autore dell'incipit sullo "spiraglio nel tuo intimo", bisogna dire -e scrivere- che si è trattato,a proposito di brutture e inutilità, di uno dei festival più inutili e indecenti, al limite dell'imbarazzo, della storia recente, remota e, si spera, prossima.

Va scritto, anche, che alcune cose e ospitate più da "c'è post@ per te" che da libro cuore hanno accresciuto il fastidio ma i "Ladri di Carrozzelle", a proposito di finale, avrebbero meritato la gara e i quattro giorni di ribalta più di Bernabei e forse anche di qualcun altro.

A proposito di ospiti, il brano di Zucchero, Zucchero il plagiatore, ha corso seriamente il rischio di essere tra i più originali del Festival.

Poi è iniziata la gara, con Elodie che ha cantato, pardon strillacchiato, la canzone scritta per lei da Emma e il sunto è che se se la fosse fatta scrivere da Razzi, Scilipoti e perfino dal suo presunto moroso (e gemello) Lele forse non avrebbe avuto così tante spinte ma di certo avrebbe fatto meglio.

Dopo di lei -Tata Maria e Carlo Conti hanno festeggiato con "siamo già al secondo campione"- è stata la volta di Zarrillo (introdotto da Fogli, per dare un'idea ulteriore di freschezza e gioventù) e quindi di Sergio Sylvestre con l'endorsement di Eros e il brano scritto con Giorgia, che quasi quasi, strillato come l'ha strillato lui, era meglio lo scrivesse con Emma.

Poi Ruggeri ha introdotto la Mannoia, subdolamente insinuando e ricordando che 1 sta cagata di canzone non sia un'unghia di "quello che le donne non dicono" e 2 sono 30 anni, trenta, che prova a ripetere quel successo senza riuscirvi e comunque, vincente o sconfitta, di anni deve averne per forza tanti...

E' stata poi la volta delle tre "stelle" (alla Buscemi fanno preferire Papaveri&Papere, che per lei come hit, sta come me ai mondiali di curling, la Mastronardi cita Fiorello e Diana Del Bufalo ruba a tutti la scena e ad Arisa la parte da scema e, forse, la medicina) della fiction Studio 1, che magari nella fiction sarà una boiata ma nella realtà, Studio1 intendo, era davvero un programma che faceva del bene alla musica e faceva voler bene alla Rai..A differenza di, o che, questo Sanremo e altre cose...

Fabrizio Moro (spinto da Grignani, di cui va piano e forte assumendo il look e, magari anche le "cure", cioè la medicina di Arisa) ha cantato, meglio delle altre sere, "Portami Via" e stavolta almeno non è dispiaciuto non venisse preso in parola. Ha gracchiato meno e graffiato di più.

Il sesto "straordinario" campione, con tanta aggravante di augurio di Zerbi, è stato lo stalker della Riviera, Alessio Bernabei, quest'anno nel bel mezzo di un applauso. Uno solo. Il suo... 

Certo, neppure l'orchestra è quella di una volta: se per il Principe e il Pupo avevano manifestato, a questo, cioè quello, avrebbero potuto -e dovuto- torturarlo tipo Carosello dell'Amarena Fabbri con il pirata Salomone.

Dopo Bernabei Crozza, che nelle prime due serate era andato perfino peggio di Bernabei, poi si è un po' ripreso ma a far ridere e sorridere ha perso la gara con la Raffaele e già che c'era anche con Gabbani.

Mi astengo dal proferir parola sullo spot Tim, tranne che il balletto (alla cazzo di cane, con tutto rispetto per i cani, cazzo) sarà anche trendy ma come spot, per dire, quello dell'Amarena Fabbri sta tremila anni lue avanti. E quello della 3 pure. E ha pure rotto di meno...

Masini -lanciato da Batistuta e sempre più vicino all'Oscar (Giannino)- ha cantato bene una bella canzone, un po' troppo uguale alle sue ma comunque tra le sue migliori, poi mia cugina ha citato il "termostato" come se fosse Frassica o Antani, ma non apposta e quindi Zucchero alla seconda uscita ci ha tranquillizzati sul rischio di cui sopra e infine è ripresa la gara, anzi, la pubblicità della Tim.

Paola Turci, vera regina di questo Sanremo, caricata da Nek e stavolta senza sexysmocking, si è fatta ancora più bella e ha disegnato alla grande le parole, altrettanto belle del testo, tra i soliti oh dei coristi: "Ti rivedrai dentro una foto/Perdonerai il tempo passato/E finalmente ammetterai/Che sei più bella"... Quinta, come la marcia in più che ha sfoderato...

Bianca Atzei si è ormai fatta plagiare da Kekko dei Modà (che dopo averle scritto un brano che avrebbero fatto meglio Razzi, Emma e perfino Max Biaggi, le ha mandato un video messaggio dove ha ammesso che doveva pensare solo a divertirsi e ha parlato di quel palco, ignorando che lei fosse e ancora sia convinta di essere a Miss Italia) il cui successo resta un mistero secondo solo a cosa ci faccia l'Atzei tra i big di Sanremo per il secondo anno consecutivo e terzo solo al terzo anno del solito Bernabei.

Interessante l'apparizione della modella mezza italiana (mamma e nonno): un po' perché davvero bella, un po' perchè ci ha riportato ai "capelli" di Fabi e un po' per l'interrogativo che ci ha suggerito, cioè se vai a Sanremo perchè sei figlia di Delon, perchè sei alto, perchè sei mezza italiana e perché sei Bernabei chi cazzo te lo fa fare di studiare musica o imparare a cantare?

Momento Frank, Gabbani naturalmente.il trionfatore indiscusso. Il più fresco e paraculo di tutti, l'unico con un brano solare e vincente. Danza come e meglio del ballerino Tim (alla cazzo di scimmione, che è più lungo di quello di cane e infatti Dago ha messo in giro la voce che anche il buon Gabbani non scherzi), ammicca vagamente al primo Celentano (la cui figlia manda il video messaggio), snocciola slogan e allusioni come gli Elio, fa tendenza fine a se stessa dall'inizio e anche se nessuno canta in realtà Sanremo tutti cantano per davvero Occidentali's Karma e la sanno, a memoria. Il testo gigioneggia tra Battiato e i Gatti, intesi come quelli di Vicolo Miracoli. Amen, anzi Namastè...

Il pezzo di Chiara è bello e suadente, profondo e a tratti poetico e ispirato ("I posti sono semplicemente persone), quello di Clementino tutto il contrario, brutto e leggero ma al tempo stesso pretenzioso (comunque la faccia più "fuori" è quella del Bennato del video messaggio, roba che le medicine di Arisa gli fanno sega) e orecchiabile, nel senso che ti resta in testa che siamo di fronte a un testo del cazzo. Di pulce.

La cuginastra si veste da piccione per premiare Rita Pavone (che canta la canzone più bella e "grintosa" del Festival in più, cioè in meno, senza medicine) e se Zucchero sembra il Cappellaio Matto e Clementino un pescatore di gamberi, Samuel con il cappello sono almeno cinque notti che ci dorme, ma, prima di lui, "supportato" da Fiorello ha cantato Ermal Meta che nel mood iniziale copia peggio dello Zucchero degli inizi, nell'inciso prende a pieni mani da Nino D'Angelo ma ormai il mondo ha deciso che si tratta di un grande artista, quando l'unica vera magia che ha portato sul palco è la somiglianza, prima di tutto fisica, con LP. Comunque in questo Paese a momenti Alemanno veniva rieletto sindaco di Roma e ci sono persone convinte che la Juve non abbia vantaggi, quindi direi che il suo terzo posto è il minore dei mali, anzi ci sta. 

Claudio Bisio si è simpaticamente speso per Lodovica Comello, una che ha avuto quattro autori per un brano che Razzi, Emma e Kekko dei Modà, anche singolarmente, ci avrebbero messo un minuto a scrivere musica e parole. Però l'occhiolino prima di cantare è stato simpatico e luminoso. E poi stasera era vestita da Fata Turchina e sembrava perfino più alta e più donna, anche se non basterebbe il cielo a farci digerire la sua canzone. La prossima gliela "scrivo" io...

Dopo Zucchero, Rita Pavone e perfino Pavarotti, arriva all'Ariston Montesano, roba che punto uno prima della fine ti aspetti entrino anche Tony Dallara, Tony Renis, Little Tony e già che ci siamo anche Cavour (con messaggio di Garibaldi) e magari pure Paolo Vallesi, punto due ti accorgi che fa più ridere di Crozza e punto tre che dopo le verità di Febbre da Cavallo ha svelato uno dei grandi misteri italiani e cioè che D'Alema è così perchè "si sta sul cazzo da solo"...

Ultimo cantante in gara, Michele Bravi, la miniatura di Alessio Boni con gli occhi da oviparo dissanguata da qualche vampiro, ha dato ancora una volta la sua linea. Il testo, del famoso Sciopè di Totti, dimentica qualche parola ma sono licenze poetiche, la musica è trita e ritrita e lui ha la stessa intensità ed incidenza di Osvaldo quando stava in panchina nella Roma. Però il web lo sostiene e qualcun altro sostiene che questa è la sua grande occasione di rivincita. Mi ripeto due volte: da che e de che? Hai 22 anni e ti guardi indietro manco fossi il vecchio de Il Vecchio e il Mare solo che invece del mare, da una parte hai i Plasmon e dall'altra i soldatini. Pirla e quarto...

Velo pietoso e impietoso su Geppy Cucciari, che a volte (altre) è divertente ma che nel cui intervento  Sanremo la parte migliore è l'ennesimo primo piano sulla bella e brava Francesca Fialdini.

Poi c'è Soler ed è già domenica. Arrivano le classifiche fino al quarto e poi arriva davvero Vallesi, insieme ad Amara che gli aveva scritto la (brutta) canzone poi finita a Fiorella ma ha fatto di peggio con questa davvero improponibile sulla pace.

Chicca finale con la cuginetta che incensa tutta la famiglia (e il gruppo) Sugar-Caselli citando la nipote di Caterina come la "nipote di Caterina" e rifilandoci il talento di un ragazzino abile pianista che avesse lo stesso make up di Lele sembrerebbe Elodie ma almeno bravo con il piano.

Poi arriva Cracco. Che scambia Louis Miguel con Miguel Bosè e infine Ubaldo Pantani che fa Massimo Giletti giusto prima che diano a Bardotti il premio per il miglior testo (con quella cagata spacciata per inno alla vita della Mannoia), a Ermal Matal -e ti pareva- il premio della critica pseudo intellettualoide per quella cover spacciata, toh, guarda, per inno alla vita e quello per il miglior arrangiamento ad Al Bano che infatti è stato fatto fuori per tener dentro Bernabei. Alla Mannoia anche il premio della sala stampa, mentre il premio Tim Music è andato a Francesco Gabbani e Violante Placido ha confessato che "ci sono stati cantanti che le han fatto venire la pelle d'oca", a Morricone jr viene in mente una sola parola (Modernità) ma ne usa un migliaio per dirlo e infine Greta Menchi ha ringraziato per essere stata messa lì perchè "io vengo dal web e ho 21 anni". 

E qui rifaccio come avrebbe fatto Scoglio, cioè chiudo.

Anche perchè il Festival, davvero poco prima che fosse -altra calamità- San Valentino, è davvero finito. Almeno fino al prossimo anno...

 

 

   

 

 

 

 

 

Chi avresti voluto vedere vincitore a Sanremo 2017?

Indica la tua preferenza tra le 22 canzoni (e i 12 cantanti) del Festival

10.60% Fiorella Mannoia

10.60% Francesco Gabbani

9.23% Paola Turci

7.01% Samuel

4.02% Gigi D'Alessio

1.03% Raige & Giulia Luzi

0.94% Clementino

0.60% Alessio Bernabei

4.44% Ron

4.87% Chiara

2.56% Al Bano

1.71% Giusy Ferreri

6.07% Elodie

2.65% Lodovico Comello

5.90% Fabrizio Moro

7.95% Ermal Meta

6.41% Bianca Atzei

0.34% Nesli & Alice Paba

1.71% Sergio Sylvestre

4.36% Marco Masini

1.28% Michele Zarrillo

5.73% Michele Bravi

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