Parole&Pensieri

Il Milan fa prima a sperare in Dio e nel vivaio, che in questo closing

30 Marzo 2017

Vero che non si hanno prove certe nemmeno dell'esistenza di Dio, ma lì è questione di fede, oltre che di feeling (e a volte di semplice stato d'animo), ma certo la cosa si presenta come molto ma molto più credibile dell'ennesimo partito di Alemanno e, per dirne una ancora peggio, del closing del Milan.

Diciamocela. Sono passati due interi inverni e qualche giorno di primavera da quando venne tirato in ballo Mr. Bee e secondo le sparate di Berlusconi sarebbe stata solo questione di ore, oltretutto dovute, quelle poche ore, alla nutrita concorrenza perché il Milan lo volevano anche da Marte. Lui però -e in questo c'è perfino da credergli, tanto più, cioè poco meno, che forse l'idea era di tenerselo lui, a dispetto di figli e Fininvest, solo cambiando nome- non avrebbe mai lasciato il Milan al primo che passa e quindi ai marziani avrebbe detto di no e atteso con fiducia quelle poche ore che lo separavano dal closing. 

In quei tempi, in quelle ore, un'ora sì e un'ora pure, i cosiddetti addetti ai lavori -che poi, lo saprò ben io, è sempre meglio che lavorare- scrivevano 1) che era fatta, 2) che il Milan avrebbe sostenuto un grande mercato con i soldi di Mr.Bee e che praticamente il Milan avrebbe incassato almeno 600 milioni di euro; il tutto senza mai verificare nulla, nemmeno l'effettiva esistenza di un'offerta e ignorando, o più probabilmente fingendo d'ignorare che 1) Mr. Bee era già in affari più o meno chiari con Berlusconi, 2) che nel caso i soldi -fossero di Mr Bee o del signor B- sarebbero andati in Fininvest e non al Milan, 3) c'era un'indagine in corso sul gruppo e sul business di Mr.Bee, indagine di quel tipo che non consigliava certo ulteriori operazioni di quel tipo, specialmente pagando il Milan due volte quello che poteva essere il valore di mercato del club. 

Di lì a poco, neppure pochissimo a dire il vero, la favola del Milan al tipo si è squagliata, come avessero scritto solo l'incipit (c'era una volta un tipo che voleva comprare il Milan) e non ci si fosse mai avvicinati al lieto fine. 

A quel punto ecco i vari cinesi, alcuni meno noti e identificabili dei marziani. Nonostante questo i soliti "saponi" del calcio e i tanti pennivendoli del pallone più i tanti lacchè, pronti a scrivere -inviati da Pechino compresi- idiozie tipo "domani il closing", "c'è il closing", "Ecco 700 milioni per il Milan", "Mercato faraonico per il Milan" e, addirittura, "Il Governo cinese compra il Milan".

Bene, cioè male, perché naturalmente anche fossero arrivati -e nel caso non certo dal governo cinese- dei soldi (e qualcosa di riffa o di raffa è effettivamente entrato, o meglio, cioè peggio rientrato, con le scuse delle varie caparre) anche in questo caso sarebbero andati agli azionisti e non sul mercato, ma soprattutto perché dei primi cinesi si è persa traccia ben prima che qualcuno cominciasse a cercarla.

Adesso, di cinesi, rimangono ancora in ballo gli ultimi, o quanto meno quelli che lo sono in questo momento e in più si sarebbe fatto avanti questo fondo americano a garantire i soldini e quindi a prendersi il Milan nel caso i cinesi non li tirassero fuori o addirittura non li trovassero, perchè pare che uno dei motivi per cui non li avrebbero ancora mandati sarebbe quello che non li hanno, a dispetto dei soliti titoloni di sempre, sul closing già fatto, sugli 800 milioni (ogni volta si aumenta la cifra) pronti per il mercato del Milan etc etc...

Anche qui leggo meraviglie dell'ipotesi fondo americano. Bene, perchè i soldi il fondo li ha ma malissimo: perché ammesso che sia vero e che alla fine sarà il fondo a prendersi il Milan lo farà magari contro voglia (nel caso la loro speranza è di incassare prestito e interessi da qualcuno, cinesi o marziani che dossero) e di sicuro contro business primo perchè pagare il Milan 800 e passa milioni sarebbe tutto fuorché un business e secondo perché quel genere di business è per chi i soldi li deve lavare o li può buttare, oppure, al limite, ha da costruirsi un'immagine o ha un'immagine su cui puntare, tutte cose anni luce molto più lontane di Marte per un fondo e in particolare per questo, che gestisce i soldi di investitori americani che, piuttosto di investire su una squadra di calcio milanese farebbero beneficenza o punterebbero sul Sole24ore, meglio ancora, cioè peggio, le due cose insieme...

Insomma, per i tifosi rossoneri (nella foto cover Antonella Masucci, bellezza pugliese dal cuore milanista), che questa storia del closing finisca e finisca bene ci sono le stesse possibilità che nevichi (e verso l'alto) quando ci sono il sole e 32 gradi o che un arbitri fischi tre rigori inventati contro la Juve allo Juventus Stadium. Meglio ancora, tanto è impossibile uguale, di nuovo, le due cose insieme...

 

 

Chi avresti eletta Miss Ippodromo del Castello 2017 se fossi stata in Giuria

Guarda le foto delle ragazze nell'articolo e dai la tua preferenza

11.02% Nicoletta Ferrara

12.60% Milena Cecoli

1.97% Claudia Brignoli

3.94% Ambra Allegri

2.76% Marta Matarazzo

6.30% Jennifer Taglietti

9.06% Dafne Apollonio

10.63% Daniela Hidalgo

8.66% Jessica Bianco

5.51% Alexia Beggi

10.63% Beatrice Mattii

5.91% Barbara Bonvini

11.02% Vittoria Pagliaro

Ti consigliamo

Parole&Pensieri

Il Corriere e Balotelli, il brocco più pagato del

Autocritica tutta sua: "Vincerò il Pallone d'Oro". E perché non il Nobel per la fisica, la letteratura e la pace, Sanremo e Ballando con le Stelle? Mai dire mai: scommettiamo che finisce davvero dalla Carlucci?

2 Luglio 2016

Parole&Pensieri

Gli inglesi fuori (di testa) e il formaggio senza

Speculazione a parte non mi sembra il caso di strapparsi le vesti se l'Europa perde la nazione che ha inventato il pudding e se lo mangia anche

30 Giugno 2016

BarGirl

Le esclusive del Bar su Miss Ippodromo del Castell

Ecco le ragazze finaliste e la speciale giuria, forte anche della popolare Jessica Pompa, del sindaco di Montechiarugolo e del cantante Nevruz

29 Marzo 2017