Parole&Pensieri

CONTE IN INGHILTERRA MA NON PER QUESTO E' UN LORD

20 Marzo 2016

Dunque, come ampiamente anticipato da voci, cori e grida (e persino da un corso di lingue pagato dai "Blues"), Antonio Conte andrà in Inghilterra ad allenare il Chelsea.

Bene, cioè male, perché nonostante il brutto esempio di Spalletti dopo i suoi Mondiali, riesce difficile ricordare un Commissario Tecnico così distaccato dalla Nazionale da arrivare a cambiare maglia e ritirare la mano -e la faccia- alla vigilia di un Europeo. 

"Sento il richiamo del campo", ha detto. Possibile. Come è probabile abbiano pesato anche l'odore dei soldi di Abramovich e forse anche il desiderio, l'ansia, di chiudere i conti con la giustizia, che lo vede tutt'ora impelagato nella questione calcioscommesse.

Certo, prima dovrà sbrigare la pratica Europei ma in questo gli azzurri avranno probabilmente un motivo in più per aiutarlo a partire prima e, si può temere, uno in meno per impegnarsi al massimo: gli resta l'amor patrio, più che altro la vetrina personale, ma non chiedetegli di giocare e sacrificarsi per un mister che è stato il primo a tirarsi indietro...

Perfino Tavecchio -che è improponibile anche per la guida della propria bici, figuriamoci per la Federazione del gioco più seguito in Italia- dalla vicenda esce, rispetto a Conte, a testa alta, avendogli intimato di decidere entro metà marzo. Tre errori, comunque, li ha fatti anche lui: cercare di trattenerlo, non sostituirlo da stamattina e, prima ancora, ingaggiarlo...

Che poi, siamo sicuri il Chelsea abbia visto giusto? I fatti -anche se quasi tutti spiegano sia un grande tecnico e un professionista con i controbeep- direbbero di no, se si guardano senza fette di salame sugli occhi: cominciò a Siena con un 17mo posto, salvandosi con l'aiuto di alcune penalizzazioni; con l'Arezzo, in B, venne prima esonerato, poi richiamato e, dulcis in fundo, retrocesso in Lega Pro; meglio andò a Bari, salvo il primo anno e promosso il secondo ma dopo aver firmato il contratto per la stagione in A -tre settimane dopo- il contratto finisce nel cestino; viene poi ingaggiato dall'Atalanta, si dimette a gennaio dopo l'ennesima sconfitta; torna a Siena dove rimedia una bella promozione e, appunto, un procedimento per truffa e frode sportiva con tanto di associazione per delinquere...

Il resto sono gli scudetti di una Juve nettamente più forte di quella che ha rivinto subito con Allegri e, con Allegri è arrivata alla finale di Champions; ed è l'addio improvviso per la Nazionale, quando evidentemente aveva "sentito il richiamo della maglia azzurra" o, scherzi a parte, il bisogno di un ritocchino al contratto e di qualche protezione per i fatti da "roxy bar", cioè, per dirla alla Vasco, i suoi...

 

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