Non solo teste di serie

Lo spirito del Grande Torino rivivrà nel Nuovo Filadelfia

12 Ottobre 2015

Sono attesi almeno 3000 tifosi granata alla posa della prima pietra che sancirà l'inizio dei lavori di ricostruzione dello stadio Filadelfia.

Il glorioso stadio del Grande Torino, distrutto dall'abbandono, dall'incuranza e dallo scorrere del tempo, non è mai stato dimenticato dai tifosi del Toro. Il progetto prevede un campo principale in erba naturale circondato da gradinate da 4000 posti e uno secondario "ibrido", sede degli allenamenti della prima squadra e campo da gioco del settore giovanile. Previsti anche la sede del club, una caffetteria, una foresteria e un Museo della Memoria.





Non casuale la data d'inizio dei lavori: il 17 ottobre, alle ore 11.30, esattamente 89 anni dopo l'inaugurazione dello stadio. L'intento è quello di completare i lavori il 17 ottobre 2016. I padri del progetto sono gli architetti torinesi Eraldo Martinetto e Marco Aimetti, e naturalmente il presidente Urbano Cairo che ha adottato e comprato il progetto poi donato alla Fondazione Filadelfia per accelerare i tempi della ricostruzione.





La filosofia che ha ispirato il loro lavoro punta alla massima vivibilità della Casa del Toro per la gens granata, intesa sia come giocatori che tifosi. E questo affinchè tra i due mondi si possa attivare un'osmosi in grado di far rivivere lo spirito che aleggiava al Filadelfia. "E' stata un'esperienza affascinante pensare e ideare il nuovo Filadelfia perchè si tratta di un progetto che va al di là dell'aspetto strettamente architettonico - spiega Martinetto, granata doc che ha visto il Grande Torino - ci ho sempre creduto nella ricostruzione, da quel pomeriggio del 2012 quando ho fatto il primo sopralluogo sul campo e sono scoppiato a piangere".





Da quel giorno schizzi, idee, disegni e appuntamenti legati dalla passione per la storia granata. La ricostruzione comincia nel 2012 dopo una richiesta informale avanzata dalla Fondazione per approntare una sorta di studio di fattibilità in base a un budget che orientativamente era intorno ai 9 milioni come costo finale dell'opera. Allora la Fondazione non aveva ancora ricevuto contributi pubblici e i due architetti hanno iniziato a lavorare gratis, appassionandosi man mano che il tutto diventava sempre più definito. Per cercare di migliorare il più possibile il prodotto finale non hanno lesinato incontri: con la circoscrizione, la Fondazione, ovviamente, le associazioni dei tifosi e tutti coloro che potevano essere interessati.



Certo, non sarà uguale a quello che c'era prima, ma del resto quello era uno stadio mentre il Nuovo Filadelfia sarà il centro d'allenamento anche se avrà la possibilità di ospitare poco più di 4.000 spettatori. Il Nuovo Filadelfia rappresenterà una specificità unica nel panorama del calcio di alto livello, essendo tra i pochissimi centri di allenamento delle squadre di massima divisione che non si troverà nella periferia più estrema della città. La possibilità che il popolo granata possa stare vicino alla propria squadra è stato il vero motore del progetto. Il modo migliore per far rivivere lo spirito del Filadelfia e del Grande Torino.

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