Non solo teste di serie

Il portiere col panino e l'aspirapolvere, la favola senza fine della FA Cup

21 Febbraio 2017

di Lorenzo Pulcioni

Sutton United-Arsenal era già storia prima della partita. Merito della FA Cup e della sua formula magica che permette alle squadre minori di sognare del match della vita contro le grandi del calcio inglese.

E così il piccolo Sutton, squadra di un sobborgo londinese che gioca in quinta serie, dopo aver piegato al quarto turno il Leeds (turno unico giocato in casa, ovviamente, ma prima che lo capiremo noi passeranno altre 10-20 Coppe Italia) ha sfidato l'Arsenal di Arsene Wenger. Reduce sì dalle cinque pappine prese dal Bayern Monaco, ma pur sempre l'Arsenal.  

Un ambiente di festa mai visto al Borough Sports Ground gremito in tutti i suoi 5.000 posti e spicci. L'allenatore Paul Doswell, dilettante anche lui, ha raccontato divertito il pre-partita con Wenger, la bottiglia di vino offerta, l'allenatore francese scortato dai body guard, il falso mito della caldaia rotta e degli spogliatoi semi fatiscenti. Peccato solo che non si è consumata l’ennesima favola di Davide che batte Golia o se preferite di Cenerentola che si presenta al ballo e conquista il cuore del Principe.

Non è successo perchè l'Arsenal ha vinto 2-0 ma la notizia è nel contorno. Anzi, nel panino. Quello che Wayne Shaw, soprannominato "The big man", di ruolo secondo portiere, si è divorato in panchina a cambi ormai esauriti. L'estremo difensore di 45 anni e 115 chili di peso è il vero uomo immagine di questa favola. Sono diventate già cult le immagini sui social che lo ritraggono prima della partita passare l'aspirapolvere in panchina. Pare abbia anche cambiato le lampadine dei riflettori insieme ai suoi compagni di squadra. Comprensibile come lui e gli altri ragazzi del Sutton ci tenessero a non sfigurare di fronte ai Gunners.

Sunbets, sponsor del Sutton, aveva puntato sulla possibilità che Shaw potesse mangiare una "pie" prima della fine del match. Tanto per dire. Ma la magia, la vera magia, è un'altra. E cioè che dopo la favola del Sutton ne verrà un'altra, e poi un'altra, e un'altra ancora. Senza fine.

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