Non solo teste di serie

Venezia sul mare, sul campo da calcio e da basket

22 Giugno 2017

Venezia ha spazi ridotti. Giocare a calcio è difficile. E allora ecco negli anni 50 spuntare canestri un po' ovunque. In Laguna si gioca a basket un po' ovunque. Nasce un campanilismo feroce tra decine di squadre. A raccoglierne i frutti è la Reyer che raccoglie tifosi da Venezia ma soprattutto dalle roccaforti vicine. Marcon, Spinea, Mirano, Mogliano Veneto e Mira, le principali. Poi Padova, Treviso, Pordenone, Castelfranco e Belluno. La mappatura degli abbonati copre tutto il Veneto orientale. Come da qualche anno fa il presidente dell'Atalanta Percassi, nelle culle dei nascituri dell'ospedale all'Angelo di Mestre c'è sempre un gadget della Reyer.

Ma il successo dello scudetto del basket dei ragazzi di coach Walter De Raffaele va di pari passo con il ritorno in Serie B della squadra allenata da Pippo Inzaghi. Insomma in Laguna, tra canali e calli, lo sport è rinato alla grande. Viva le glorie del nostro leon, recita l'Inno a San Marco, patrono della città di Venezia. Ma la storia lascia posto allo sport, con cui la laguna è tornata alla ribalta nel panorama nazionale. Dopo anni di decadenza, il calcio e il basket veneziano sono risorti dalle ceneri quasi a braccetto. La parentesi di Serie A vissuta dal Venezia a cavallo del 2000 era stata tanto emozionante quanto fugace.

I tempi bui erano alle porte: la fuga a Palermo di Zamparini poi il fallimento del 2005. Nel decennio seguente altri due crac, con la squadra su e giù tra Lega Pro e Serie D. La svolta nel 2015 con la cordata di Joe Tacopina presidente e Giorgio Perinetti direttore sportivo. Ambizione ed esperienza unite per riportare gli arancioneroverdi nel calcio che conta. Sembrano parole grosse, ma i fatti metteranno a tacere gli scettici.

La storia del basket è ancora più emozionante: due scudetti negli anni '40 poi la caduta e la lenta risalita. E dopo diverse stagioni ai piani alti, per Peric e compagni questo è stato l'anno della consacrazione. Nella gioia e nel dolore, la storia dice che prato verde e parquet hanno vissuto una parabola molto simile in questa città. Il massimo splendore si è registrato per entrambe le realtà proprio negli anni '40, quando alla Coppa Italia alzata dal Venezia di Loik e Mazzola fecero eco i due scudetti consecutivi conquistati dalla Reyer.

Oggi si apre una nuova pagina. In Laguna si comincia a festeggiare.

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