Il borsino di Foà

Tutto confermato: il Milan è un bluff e lo scudetto è questione tra Napoli e Roma

2 Ottobre 2017

A furia di autolodarsi ci si imbroda, ma le continue conferme arrivate dai campi ci danno ancora una volta ragione praticamente su tutto.

Come ripetiamo da prima della prima partita di campionato, intanto, il Napoli è la squadra nettamente favorita per lo scudetto e una delle pochissime alternative plausibili è la Roma, mentre la Juventus si è ulteriormente indebolita, l'Inter è rimasta la stessa (anche se per il momento, almeno, i giocatori si impegnano e di questo -solo di questo perché vedrete che alla lunga sarà un problema lui steesso- va dato merito a Spalletti) e il Milan (oltre ad averee buttato nel cesso 200 milioni più spiccioli, ma tanto nessuno sa ancora bene -cioè mal- di chi siano) se possibile è peggiorato. 

Dato che il Napoli viaggia a ritmi da Barcellona dei tempi d'oro non soffermiamoci sulla partita con il Cagliari che non poteva aggiungeere e nulla ha aggiunto a quel che già si sapeva dei partenopei e cioè che si tratta di una "squadra fortissimi" -come direbbe il buon Checco Zalone, fortissimo pure lui. Almeno a livello italiano -campionato oggettivamente tra i più scarsi- non ci sono eguali, dal centrocampo in su. Una cosa sola: tutti a tessere le lodi di Sarri, che effettivamente ha dato un gioco alla squadra, ma resta la banale verità che è più facile far giocare bene, in verticale e negli spazi Mertens, Insigne, Callejon e Hamsik di Montolivo, Jose Mauri, Cutrone e Borini e questo non per difendere Montella (che abbiamo sempre definito tra i più sopravvalutati al mondo), solo per rendere l'idea che anzi, forse, Sarri avrebbe anche potuto far meglio. E prima....

Comunque, a proposito della doppia in "Mon", cioè Montolivo -che ieri non ha nemmeno giocato perchè nuovamente ai box- e Montella, eccoci al Milan. Milan che ieri non ha neppure demeritato contro la Roma e si è espresso meglio di quanto non avesse fatto, per dire, contro la Samp quando ha perso ma anche contro il Cagliari, l'Udinese e il Rijeka quando ha vinto.

Qualche considerazione però va fatta:

  1. Chi parlava -e scriveva- di rossoneri in corsa per lo scudetto (i soliti saponi, qualche pennivendolo e anche alcuni cosiddetti "esperti" che in realtà capiscono di calcio quanto me di cucina macrobiotica, con l'aggravante di esserne "esperti" mentre io, il macrobiotico, lo frequento con la stessa cadenza di quando vado in vacanza con Scarlett Johansson, non nello stesso priodo o nello stesso posto ma proprio assieme) delle tre una: o era in malafede o parla e scrive a cazzo, meglio ancora -cioè ancora peggio- le due cose insieme.
  2. Chi parlava -e in parte ancora parla- di grande Milan, meravigliosa creatura e progetto assoluto (anche la società e lo stesso tecnico) delle tre tutte: beve (male, e lo regge peggio), non capisce una beata mazza e prende se stesso e il mondo per scemo.
  3. Il Bonucci attuale è un fenomeno solo in quanto riesce a far peggio di Zapata, che è impresa a dir poco titanica.
  4. Certamente difesa e filtro di centrocampo non lo aiutano ma spacciare Donnarumma per il miglior portiere del mondo (e suo fratello per uno dei primi cinque) è come pretendere che io giochi titolare fisso (non nel senso di immobile, fermo, che ci starebbe pure) negli Harlem globetrotter di basket. Uno che dal 27 agosto prende 13 gol (più un paio annullati) in 8 partite, due dei quali, appunto, dal Rijeka di stipendio potrebbe prendere giusto il rimborso spese più il permesso di farsi le ossa in Serie A, non essere valutato come Messi, Totti, Valentino Rossi, Lanfranco Dettori (il fantino italiano che a 46 suonati ieri ha conquistato il quinto Arc de Triomphe di una carriera così unica da farlo diventare un eroe, per giunta inglese) più la Gioconda e un Van Gogh per chi chiama entro le 100 telefonate.
  5. A proposito di Donnarumma -anche se non ci azzecca col Milan- visto quanto Buffon sia pronto -per la pensione, intendo- possiamo ben dire che la Nazionale ha un problema piuttosto grave e importante anche in porta.
  6. Il Milan dell'anno scorso ha faticosamente raggiunto il sesto (!) posto grazie al demerito (e in qualche caso rinuncia più o meno espressa) degli avversari, ai gol (piaccia o meno) di Bacca e alle giocate di Suso e Bonaventura (a causa -cioè per merito- dell'infortunio di Montolivo) e mentre il primo è stato ceduto (per acquistare, con tanto di congruo "rabbocco" economico, André Silva) gli altri due sembrano tagliati fuori dal famigerato Progetto Grande Milan della società e del tecnico, cosa che sarebbe come se il team di Varenne fosse andato in giro per il mondo a cercare di vincere con Minnucci, il driver, ma senza Varenne. E se il motivo, o la scusa (perchè i moduli sempre una scusa sono) è quella che con Bonucci devi giocare con la difesa a tre e quindi il modulo non va bene per Jack e per Suso allora o Bonucci impara a giocare a 4,5 e/o 3,4+radice quadrata di 2 oppure non dovevi comprarti Bonucci ma una compagnia telefonica come ha fatto la Wind che tanto, a prezzo, siamo più o meno lì.   

La Roma, invece, pur non avendo fatto meraviglie a San Siro (e mostrato ancora qualche scricchiolio in difesa) resta la più credibile alternativa al Napoli, a conferma di quanto ne sanno i "saponi" del pallone che stanno smettendo solo ora (attenti, potrebbero menar sfiga e peggiorare status ed ambiente giallorosso) di spiegare quanto fosse inferiore alla Juve l'anno scorso e quanto si fosse del tutto distrutta per questo. In realtà, anche se è vero che non ha più Totti e anche De Rossi non può più essere in forma per 50 partite, si è liberata di Spalletti che era un freno per lo spogliatoio e a livello di scelte, ha "acquistato" un paio di giocatori dai piedi buoni, promosso uno con le mani -e i riflessi, Alisson- come si deve e stanato un giovane di talento e sostanza come Pellegrini. Nell'intanto si è tenuta ben stretta Nainggolan, si è coccolata Dzeko e non ha mollato nè Strootman, nè El Shaarawy, nè Florenzi quindi dove e quando si sia indebolita appare un mistero. Forse per aver perso Salah? Allora la Juve, per Morata, avrebbe fatto meglio a non iscriversi al Campionato. Anzi, forse, come rosa in assoluto, la Roma non è neppure inferiore al Napoli e a spanne ha una panchina leggermente più lunga, solo difetta di qualche automatismo e di quel valore aggiunto che è la velocità. Attenti però, che quello che perde in leggerezza potrebbe essere compensato dal vigore e il distacco accumulato finora non è veritiero perchè la sconfitta con l'Inter è stata del tutto "sfortuita" e poi le manca pur sempre una partita, che prima o poi veerrà reuperata.

Detto della brillantezza della Lazio di Inzaghi, Immobile e compagnia cantante che ha il grosso vantaggio di giocare divertendosi e in maniera serena, anche quando, come contro il Napoli, le cose non vanno per il verso giusto e dell'ennesima, ulteriore, conferma che si stanno giocando due campionati diversi e quello che avviene nel mezzo lascia il tempo che trova e detto che l'Inter va facendo tanti punti ma non è la prima volta e quasi mai ha continuato a farli fino alla fine, eccoci ad Atalanta-Juventus, match che ha confermato l'entusiasmo e il livello dei bergamaschi da una parte e le criticità (Buffon in testa) e soprattutto il nervosismo di Allegri e della sua squadra dall'altra.

Anche qui, diverse considerazioni:

  1. L'allenatore è indubbiamente ottimo motivatore e riesce anche a gestire turn over e innesti in maniera discreta ma mezza squadra è bollita e tre quarti dell'altra metà scarsa o comunque nettamente peggiore di quelle degli anni scorsi, a loro volta inferiori alla Juve di Pirlo, Tevez, Pogba e Vidal.
  2. Dybala è un ottimo player ma il paragone con Messi può reggere se giochi contro il Sassuolo, quando giochi contro Messi la cosa si fa imbarazzante. E stiamo parlando comunque del punto di forza e dell'asset migliore dei bianconeri, insieme al faticare di Mandzukic che, per quanto instancabile sia prima o poi si stancherà.
  3. Tutti a spargere miele per e su Betancourt che è un bel talento e prospetto ma prima di valere il Dani Alves di Champions ne deve fare di passi e comunque la realtà è che quando va bene, cioè può giocare, giochi con Marchisio che vale 1/2 Marchisio integro e quando va male devi farne anche a meno.
  4. Per Buffon, vedi alle voci sopra
  5. Il prendersela con il Var sarà anche in perfetto stile Juve ma punto primo non ho mai capito dove stesse lo stile nella Juventus, punto secondo denota un nervosismo e una consapevolezza che va ben oltre il prendersela con il Var, senza contare che primo a sbagliare semmai è stato l'arbitro e secondo tre volte su quattro ha sbagliato a favore dei bianconeri.
  6. Mauro, una volta disposto e anzi deciso a coprirsi di ridicolo, ha tutto il diritto di erigersi a paladino della Juventus e della giustizia (anche se i due concetti spesso cozzano tra di loro) e di dichiare pubblicamente che "il Var è antisportivo" ma siamo certi gli è mancato di aggiungere "Mica come gomitate tra i denti agli avversari che al limite sono il bello del calcio, che è un gioco maschio, echecazzo, scritto tutto attaccato"...  

 

   

A chi il Campionato 2017-2018?

Vota la squadra secondo te favorita

29.41% Juventus, vincerà perché mancano gli avversari all'altezza

47.06% Napoli, ha cambiato poco e bene

17.65% Roma, ha perso Totti e altri pezzi pregiati ma ha più equilibrio e un bravo allenatore

0.00% Inter Spalletti il primo anno è quasi sopportabile

0.00% Milan, ha speso tanto, forse male, ma ha speso

5.88% Altra squadra

Prime pagine di oggi

24 Agosto 2017

Ti consigliamo

Il borsino di Foà

L'Italia è scarsa di suo, Ventura sbaglia formazio

Bocciate le scelte conservatrici del CT, ma la nostra Nazionale non sarebbe competitiva neppure indovinandole tutte

7 Ottobre 2016

A briglia sciolta

Il magico autunno a cavallo dell'ippodromo senza f

Sport, spettacolo, solidarietà, arte, divertimento e buona tavola

29 Settembre 2017

Il borsino di Foà

Milano, le banalità di Spalletti, il bluff di Mont

Intanto Napoli e Roma si confermano le più forti e il Toro si suicida nel derby

25 Settembre 2017

BarGirl

Da Striscia al Processo di Biscardi. Storia di Ele

Professionalità, istinto e alchimie dietro un successo tutt'altro che effimero

24 Settembre 2017

Attualità

Da lunedì 11 settembre su 7Gold torna Il Processo

Bella scommessa della rete. E tante novità, nel rispetto della tradizione

7 Settembre 2017

A briglia sciolta

Le 23 straordinarie vittorie firmate Jessy

Tutti i clamorosi successi in pista della bella e talentuosa Jessica Pompa

24 Agosto 2017

In questa categoria