Il borsino di Foà

Totti avrebbe potuto giocare altri tre anni, De Rossi doveva smettere tre anni fa

25 Settembre 2018

Anche la penultima domenica di settembre ha dato conferma di una Roma in piena crisi, spiegabile in diversi modi e comunque superabile, una volta individuato il problema, anzi i diversi problemi, perché non può essere colpa solo dello scarso impegno dei giocatori (che certo non si dannano l'anima e poi sembrano un po' tutti a terra) e nemmeno -anche se certo la cosa fa una bella -cioè brutta differenza- delle cessioni dei vari Nainngolan e Strootman o dell'allenatore (per il quale, comunque, fino a tre partite fa c'erano solo sperticate lodi) o della società (con Monchi ormai passato da uomo della provvidenza a meschino tagliatore di teste).

Di tutto un po' e forse qualcosa di completamente diverso.

Quello che invece è certo -anche se poco ci azzecca con la crisi dl momento- è il cielo capovolto, il mondo all'incontrario, nella questione Totti-De Rossi. 

Il primo, per classe, ruolo, esperienza e carattere avrebbe probabilmente potuto giocare altri tre anni. Anche da fermo, magari (ma nelle ultimee due stagioni era pure atleticamente freccia in su), ma sicuramente si sarebbe ancora reso utile alla causa giallorossa, alla faccia di Spalletti che magari -un giorno all'anno- sa recuperare Brokovic ma non ha saputo dividere la scena e gli applausi con il miglior calciatore italiano degli ultimi 20 anni. 

De Rossi, invece, se non è ancora scoppiato dl tutto poco ci manca. In più, cioè in meno, gioca in un'altra zona dl campo rispetto a Francesco Totti e lì, dove gioca lui, se arrivi in ritardo sono falli senza zucchero a prescindere e qualche volta anche da espulsione. 

Morale: Totti avrebbe potuto giocare ancora e ancora e ancora e invece anche prima di "costringerlo" al ritiro lo usavano con il misurino mentre De Rossi -e si badi, mica ce l'ho con lui- più logoro e usurato ben prima di Totti, rimane titolare fisso della Roma e spesso anche della Nazionale. 

Robb da matt, direbbe il mio amico King.

Per il resto, lo scorso turno di campionato, ha detto di un Donnarumma che riesce a non prendere gol solo dai dopolavoro del Lussemburgo, di una Juve che non vale quello che vogliono farci credere, di un Napoli che ha forse trovato un nuovo ruolo per Lorenzo "Il Magnifico" Insigne e di due giovani italiani davvero in crescita e sempre più intereessanti, Chiesa e Bernardeschi.   

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