Il borsino di Foà

La Juve in fuga, ma il Napoli è forte. Anche la Roma, se vuole. E l'Inter ha solo il problema Spalletti

1 Ottobre 2018

Faccio ammenda per avere spiegato -tipo quei "saponi" che prendo sempre in giro- un paio di settimane fa che la Juve avrebbe fatto molta ma molta più fatica degli anni scorsi in questo, di campionato.

In realtà, battendo a Torino il Napoli, i bianconeri sono già in fuga, con 6 punti di vantaggio sulla seconda. 

Attenti però, perché prima di tutto se Callejon avesse messo il 2 a 2 oppure al Napoli non avessero espulso Mario Rui, che espulso non andava e in uno dei due casi nemmeno ammonito, saremmo qui a raccontarci tutta un'altra storia e secondo di tutto (visto che con i "se" non si cambiano nè il mondo nè le classifiche) i 6 punti ci stanno nel calcolo del calendario, cioè nelle squadre finora incontrate, dato che la Juve quanto a squadre ostiche ha affrontato finora solo la Lazio e appunto (in casa) il Napoli mentre gli uomini di Ancelotti hanno già incocciato Milan, Fiorentina, Lazio, Sampdoria, Toro e, appunto, la Juve a Torino.

Ordinario, nel suo essere straordinario, Mandzukic, Allegri ha comunque trovato un Emre Can che sembra valere e poter sostituire il miglior Kedira e un Cristiano Ronaldo importante anche come spalla. I problemi parlano italiano e arriveranno dall'età dei vari Chiellini, Bonucci e compagnia cantante, specie in difesa, insomma. 

Le altre?

La Roma ha vinto e convinto nel Derby. La lezione di Madrid e la batosta di Bologna (figlia, in parte, proprio della lezione Real) sono andate in archivio insieme al ritiro e sono tornati gioco e reti, ben 7 in 180 minuti dopo il doppio 0 dei due match precedenti. Certo, serve continuità, cosa che a Roma (come a Napoli) è più difficile ottenere che in altri posti, ma la squadra c'è, come potenziale, nonostante le partenze di Nainngolan e Strootman.

Sul Milan nulla da dire, dato che nulla può dire una (sia pur nettissima) vittoria contro un Sassuolo che è sembrato impegnarsi meno di quanto di solito si impegna contro la Juve, che, a proposito di cose da dire, è tutto dire davvero.

Bene invece l'altra sponda meneghina, per tre ragioni soprattutto: la prima è che siamo alla quarta vittoria consecutiva, la seconda è che l'Inter segna anche se non segna -o non c'è- Icardi e la terza è che Lautaro e Politano, quando chiamati in causa, hanno finora dimostrato di essere acquisti all'altezza. Poi Perisic sta pian piano ritrovando la forma (e forse la voglia) e l'unico problema resta insomma Spalletti, con il suo protagonismo ad ogni costo e l'eterna rinuncia al pensiero e al gioco, immolati sempre in sacrificio a una fisicità e a un atletismo che usura e quando viene a mancare sono cavolacci di quelli amari.

Ultima considerazione. Siamo da sempre a favore della Var (anche se andrebbe sfruttata come elemento di bravura delle panchine e spettacolo, dando la possibilità agli allenatori di "chiamarne" un paio per tempo) ma non riusciamo a comprendere perché ogni tanto, in qualche partita, venga per così dire sospesa, interrotta, se non addirittura spenta, staccata. Vedi Fiorentina-Atalanta, ieri...

L'allenatore dell'Inter

Chi vedresti bene sulla panchina nerazzurra?

21.79% Leonardo, a San Siro (galoppo) c'è già il suo cavallo

7.69% Bergomi, così la smette con le telecronache su Sky

12.82% Simeone, così la smetterebbero di dire che le sue squadre danno sempre tutto

10.26% Spalletti, per unire lo spogliatoio. Contro di lui

7.05% Sarri, così è contento, coperto d'oro

7.69% Allegri, almeno per il cognome in panchina

24.36% Andrea Biolzi, l'allenatore dell'Albenga, forse in procinto di lasciare la squadra ligure. Oppure Mancini...

8.33% Blanc perchè ce l'ha lungo come Conte, il cognome

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