Il borsino di Foà

Il Milan più scarso di sempre abbandonato a se stesso

18 Dicembre 2017

Turno di campionato -Roma a parte che va in gol una sola volta, in extremis e forse di mano, ma resta la seconda favorita per lo scudetto dietro ai partenopei- a forza tre: tre le reti segnate dal Napoli (che si riprende con merito la vetta in classifica), tre quelle della Juve (dove Allegri dimostra di saper gestire meglio il gruppo dei singoli), tre quelle fatte dalla Lazio (che però ne subisce altrettante dall'Atalanta) e tre quelle buscate a San Siro dall'Inter dall'Udinese e soprattutto quelle prese dal Milan a Verona.

Qui non è questione di capire se Gattuso dopo l'indigesto pandoro mangerà il panettone o meno, nè di discuterne il comunque infelice ingaggio ma semmai di valutare come il Milan -il più scarso di sempre o quasi- sia oltretutto in balia di se stesso anche e soprattutto dal punto di vista societario cosa che impedisce, se non i sogni che quelli per fortuna son gratis, qualsivoglia -o non voglia- progetto serio di rilancio e riscatto, nè prossimo, nè, purtroppo per i tifosi rossoneri, remoto. 

I numeri, in casi come questi, parlano meglio delle parole:

  • Attualmente il Milan ha 9 punti meno dell'anno scorso, stagione in cui alla fine si piazzò al sesto posto perchè ci fu più d'una squadra che, sesta, non voleva arrivare
  • Degli oltre 300 milioni (tra cartellini e ingaggi) spesi -ma attenti, non ancora tutti pagati- in campagna acquisti la stragrande maggioranza non è servita a niente e in buona parte ha aggravato la situazione e peggiorato rosa e rendimento
  • Non è chiaro a nessuno -evidentemente neppure all'Uefa- a chi il Milan appartenga e soprattutto chi ne intenda sostenere costi ed eventuali investimenti
  • Da mesi e mesi -oltretutto con varie intrusioni in perfetto (per modo di dire) stile (per modo di ridere) Raiola- si combatte a suon di rilanci e ritocchi una vera e propria guerra per trattenere al Milan Donnarumma, il quale l'ultima volta che ha parato una palla e/o salvato una partita era ancora minorenne e non aveva le chiavi neppure del portone di casa
  • I due dirigenti responsabili -Fassone e Mirabelli- si vanno guadagnando la credibilità di Stanlio & Ollio intesi però come personaggi, non come immensi artisti e abili imprenditori di sè
  • Anche il parco giocatori non rappresenta certo garanzia per eventuali incassi e coperture in caso di cessioni più o meno importanti 

 

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