Il borsino di Foà

I contratti freno al valzer delle panchine, la spettacolare stagione dell'Atalanta

13 Maggio 2019

Niente di nuovo sotto il cielo (decisamente coperto) della Serie A, con la Roma che domina una Juve sempre più accondiscendente, il Milan che passa a Firenze giocando perfino una bella partita, il Napoli che si conferma -quando può e vuole- la miglior squadra del torneo e il Torino che dimostra carattere quasi da vero Toro.  Soprattutto con lo squallore di Sampdoria-Empoli, dove l'impegno doriano, senza togliere alcunché ai toscani, è parso ai minimi termini.

Partita vera, invece, tra Atalanta e Genoa con i bergamaschi che hanno confermato qualità tecniche e atletiche ma anche determinazione e carattere. Una stagione d'oro per Gasp e squadra, al di là di come possa finire, anche se certamente avere due obbiettivi come Champions e Coppa Italia a portata di mano in un certo senso quasi costringe a centrarne uno almeno. 

Quest'anno tutto sommato, pur con lo scudetto assegnato da prima di presto, la lotta per l'Europa e soprattutto quella per non retrocedere, tengono vivo l'interesse per il Campionato fino all'ultimo ma attenti, il torneo a 20 squadre non è proprio più proponibile. Nè alcune modifiche procastinabili. 

E veniamo a sussurri e grida sugli allenator che stanno sconfinando ora nel gossip ora nella fantascienza, a tratti in un gioco tipo "figu" che poco o nulla ha a che fare con la realtà.

Dando per plausibile il ritorno su una qualche panchina italiana di Conte e Mourinho (specialmente del primo, per tre ragioni: la prima è che all'estero non se lo fila nessuno, la seconda è che Abramovich ha finito di dargli soldi e la terza è che sono molti i club -e i tifosi- a sovrastimarne capacità ed effetti), più difficile quella di Sarri (non fosse altro che l'ha dichiarato in modo inequivocabile) e decisamente complicato l'avvento di Guardiola (non è del tutto escluso ma almeno per quest'anno è durissima), forse più di quello di Pochettino (che almeno ha lasciato intendere che lui e il Totthenam si sono già dati molto, anche se forse è una mossa per tirare sul prezzo e avere qualcosina di più), resta da dire dei mister che, quest'anno, hanno allenato in Italia. 

Quello che si sa è che dalla Roma se ne andrà Ranieri (almeno così ha anticipato lui) e che è alquanto probabile il divorzio tra il MIlan e Gattuso; quello che non si sa è dove alleni Allegri, che fine faccia Spalletti se davvero all'Inter prenderanno Conte e come possa concludersi il valzer delle panche tra i mister delle prime cinque-sei squadre dell'attuale classifica: Ancelotti (che dovrebbe restare al Napoli), Simone Inzaghi e lo stesso Gasperini (che pare blindato, ma fino a un certo punto).

Di mezzo, tanto per essere chiari, l'attaccamento ai colori e i tanto sventolati progetti ci azzeccano il giusto, molto di più incidono soldi e contratti in essere. In un senso e nell'altro, nel senso che da una parte Gasperini potrebbe essere tentato da uno stipendio triplicato da qualche società big e dall'altra è piuttosto arduo che siano Allegri, Gattuso e Spalletti a dimettersi rinunciando - in termini di lordo - chi a 14 milioni di euro, chi a 7 e chi a 6. 

Questo ovviamente non vuol dire che Allegri resti l'allenatore della Juventus (anzi, c'è un posto libero alla Roma)  e nemmeno che sia suo intendimento restarlo (forse bisognerebbe chiederlo ad Ambra) ma che certamente, in assenza di ingaggi solidi e proposte allettanti, eventualmente, a cacciarlo, dovrebbe essere Agnelli. 

Il più legato alle questioni economiche, lo ha dimostrato in varie occasioni, è senza dubbio Conte. Che non ha mollato la Nazionale perché colto da improvviso amore per l'Inghilterra e una volta cacciato dal Chelsea non è rimasto fermo un anno perché stanco del calcio ma perchè guadagnava di più così, a star fermo. 

Legittimo. Ma smettiamola di farne una questione di progetti e colori...      

L'allenatore dell'Inter

Chi vedresti bene sulla panchina nerazzurra?

18.58% Leonardo, a San Siro (galoppo) c'è già il suo cavallo

7.10% Bergomi, così la smette con le telecronache su Sky

10.93% Simeone, così la smetterebbero di dire che le sue squadre danno sempre tutto

9.29% Spalletti, per unire lo spogliatoio. Contro di lui

6.56% Allegri, almeno per il cognome in panchina

21.31% Andrea Biolzi, l'allenatore dell'Albenga, forse in procinto di lasciare la squadra ligure. Oppure Mancini...

7.65% Blanc perchè ce l'ha lungo come Conte, il cognome

18.58% Conte. Perché detto così sembra nobile, anche se è un bluff

Ti consigliamo

A briglia sciolta

LA BANDOLERA JESSICA E LA MAGIA DEI CAVALLI

Una favola vera, scolpita sulla roccia dei sogni, della passione e di un talento semplicemente unico

6 Dicembre 2018

A briglia sciolta

"King" Mazzucato: "Il trotto, avventura di una vit

In occasione della nomina in task force per l'ippica riproponiamo il racconto autobiografico del signor Roberto

21 Novembre 2018

Altri sport

Riccardo "Il Magro" Magrini a ruota libera sul Gir

Secondo la voce di Eurosport sarà una gara dura e aperta fino in fondo.

10 Maggio 2019

Oggi alle corse

Django e Andrea Deias per una piazza a Firenze

Occhio a Meccanico, Temerswar, Alkhor, For Me Only e alle sorprese

9 Maggio 2019

Il borsino di Foà

Tutti pazzi per l'Italia del Mancio? Appunto, è da

Lo spirito e -a tratti- il bel gioco ci sono stati ma è facile sembrare forti con i deboli

25 Marzo 2019

Attualità

Mattia Bonetti: il disco, il progetto su Musicrais

Un giovane cantautore sulle orme dei grandi vecchi

24 Marzo 2019