A briglia sciolta

Il cavallo ride, ama e, soprattutto, sa scegliere

10 Aprile 2018

di Lorenzo Pulcioni

Come tra tutti gli esseri viventi anche tra i cavalli c'è quello più espansivo e quello che preferisce star sulle sue ma in generale -basta osservarli in branco e specie nei giochi tra loro- sono piuttosto "affettivi", relazionandosi, oltre che con linguaggio e "parole", anche con grattini, gesti di protezione, amicizia e perfino di sfida, d'intesa amorosa e di intimità. 

Il cavallo ride e il cavallo ama, sempre, anche al di là di quei casi -rarissimi, ma comunque accertati, anche tra gli stalloni d'allevamento- dove maschio e femmina si incontrano più volte fino a una sorta di "innaturale" monogamia. 

Scontato riconoscere linguaggio affettivo nello strofinarsi a vicenda di fattrici e puledri, ma pensiamo anche al divertito e appassionato incrocio di teste tipo "quattro amici al bar" dei cavalli adulti.

Ride, sorride, gioca ed appunto ama e, soprattutto, sceglie. Come Ribot e il fido Magistris, per esempio. E il campionissimo forse nemmeno avrebbe mai corso senza l'amico "imbranato" e scarso... 

Anche con il genere umano. E lo fa, in primis, con il parametro della fiducia e dell'amicizia, dell'affetto reciproco e questo a dispetto di quei tanti, purtroppo anche dell'ambiente, che sostengono e spiegano l'incapacità dei cavalli d'affezionarsi, probabilmente perché in effetti, a loro, nessun cavallo si è mai affezionato, nessun cavallo, appunto, li ha mai "scelti"...

Così è stato nel corso dei secoli, dove il cavallo si è prestato all'uomo nel lavoro e financo nel cinema, nei trasporti, nello sport e nella storia, tanto da sembrare il più "addomesticato" degli animali, ed erroneamente, uno degli animali più o meno sottomessi all'uomo. 

Qui casca l'asino -nel senso del modo di dire, non del cugino equino- perché in realtà punto primo è vero che il cavallo può accettare, in cambio di cibo, cure e quant'altro, perfino la "prigionia" e un lavoro magari oltremodo faticoso ma di sicuro non arriverà mai a prostituirsi nella dignità e nello spirito che conserva sempre nobile ed in parte selvaggio, punto secondo la buona riuscita delle prestazioni e del rapporto uomo-cavallo passa dalla complicità e dal fare insieme quella determinata cosa: svolgere un lavoro, saltare un ostacolo, correre, gareggiare, perfino fare una passeggiata. Non è solo questione di feeling ma proprio di concetto, entusiasmo e partecipazione, "motivazione": primo perché se una cosa piace riesce meglio e secondo perché non è più tempo di coercizione e comandi e non c'è invece niente di meglio del gioco, giocare insieme, appunto, sia questo gioco una gran sgroppata tra i boschi, una gara di trotto o galoppo o perfino il farsi la criniera o la coccole.

Non si creda di poter comprare l'affetto e la fiducia di un cavallo -specialmente di quelli più sensibili, che capiscono, leggono l'anima e le affinità elettive fin dai primi approcci, al primo sguardo e alle prime "annusate"- con beni materiali come, per esempio, carote e zuccherini. Anzi, per avere amore e complicità da un cavallo amore e complicità bisogna saperli trasmettere e dare.

Lo si vede benissimo dagli sguardi -anche e soprattutto da quelli "abbandonati", ad occhi chiusi- e dal modo differente ch il cavallo ha nel volgere la testa e appunto lo sguardo verso di noi: d'interesse quando il pensiero è alla carotina, d'emozione e confidenza, invece, quando direttamente "puntato" nei nostri occhi, in cenno di ricerca, "riconoscimento" ed intesa.

Riconoscersi e scegliersi passa dalla legge e dai codici non scritti di reciprocità e sincerità: i cavalli non mentono e non credono alle menzogne degli uomini che oltretutto "fiutano" e smascherano facilmente. 

Raramente l'uomo -anche il più mestierante e "imparato"- riesce ad approcciare nel modo giusto il cavallo dal punto di vista affettivo e, sorvolando su tutti -e non sono pochi- coloro che dimostrano affetto ad intermittenza (magari quando il cavallo vince ma non quando perde, oppure in vista di una gara ma non nei periodi d'inattività agonistica, o anche, più banalmente, non quando hanno i cosiddetti girati), soffermiamoci su quelli che pensano di relazionarsi con loro accarezzandogli il muso o coprendogli delicatamente gl occhi perché pensano sia rilassante 

Niente di più sbagliato. A meno che non sia lui a "chiedere" e ricercare quel tipo di carezze. Il segreto sa nel saper parlare (anche in silenzio) ai cavalli ma soprattutto nel saperli ascoltare, "sentire", diventare unisono, cuore in due, intimi e dedicati. Ecco che sarà il cavallo ad aprirsi, cercare e stabilire il contatto giusto, anche fisico. Sarà lui a scegliere. E l'uomo, da soggetto passivo, diventerà parte attiva della "relazione" quando sarà il cavallo a cercarlo con labbra, testa, "mento", collo...

Ho assistito con i miei occhi alla magia del rapporto tra Alberto Foà e Primavera As, la cavalla del trotto che corre perchè ama correre, se ne vengono rispettati gli umori. Ecco, lei sceglie leggendo l'anima ed è molto esigente, tanto che, a parte che con il suo Alberto, si scioglie solo con le persone che le vanno a genio e le stanno a cuore, a cominciare dalla loro Jessica (foto sotto, a sottolineare quanto spiegato sopra), simile a lei per indole, timori, capacità di sognare e gelosie femminili.

Amore è attenzione e rispetto, empatia. E tempo. Quello da dedicarsi reciprocamente fuori dalla routine lavorativa o di training e perfino dal gioco. Al lavaggio, a passeggio, in box, nella curiosità di scoprire insieme le cose nuove e dargli, insieme, un nome, nel confidarsi segreti e stati d'animo ed emozioni.

Mettersi nei suoi "panni", seguire le sue logiche -le più istintive e quelle meno- e non quelle, invero spesso innaturali e scontate, il più delle volte improntate a egoismi che non appartengono al mondo animale in generale e tanto meno ai cavalli.

In due parole: volergli bene...

Hai mai trascorso una giornata ai cavalli?

Provato almeno una volta i brividi di una corsa dal vivo, in qualche ippodromo?

11.75% Sì, al galoppo

22.54% Sì, al trotto

7.94% No, mai

30.79% Sia al galoppo sia al trotto e preferisco il galoppo

26.98% Sia al galoppo sia al trotto e preferisco il trotto

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