A briglia sciolta

Fermo stavolta gioca da outsider di lusso, con Toscarella

11 Novembre 2017

Capitana di storia e impresa, la bella Fermo è cittadina speciale, dalle diverse anime, piccoli vicoli da scoprire e grandi passioni.

C'è la Fermana, squadra di calcio con un tifo, tramandato di padre in figlio, da fare invidia a Milano e Bergamo, c'è la Cavalcata dell'Assunta e ci sono le corse, quelle dei cavalli, quelle di Monteegiorgio, dove sfidare il resto delle proviincia, della regione e d'Italia, del territorio, nel Palio dei Comuni.

Gioie e dolori, il Palio. Anzi, prima 17 lunghi anni di delusioni -che sognavi l'impresa in finale ma in batteria manco arrivavi alla prima curva- e poi le stagioni dei record, sotto la presidenza di Maurizio Piergallini, con 5 trionfi negli ultimi 10 anni, roba da Barcellona in Liga con la differenza che quella se la giocano in due o tre mentre in pista, al San Paolo, sono sempre più di 20. 

Il "Piergallo" è manager vulcanico e capace, gran politico all'occasione e operaio se e quando serve. Costruisce, organizza e comunica. Guida il consorzio delle aziende artigiane e il Comitato per il Palio con uguale tensione, come se il primo fosse anche una gara da vincere e il secondo un'impresa da far conoscere al mondo. Tanto che insieme al Comune e alle varie amministrazioni, ha addirittura esportato il Palio, inventandosi quello "De l'Amitie" con gli amici di Nizza e Cagnes sur Mer, coinvolti nella nuova avventura cuore, testa e eccellenze, arrivando, anche grazie al sosteegno del sindaco Calcinaro, a un gemellaggio che va ben oltre la pista, è vetrina, commercio, marketing, investimenti e crescita...

Si espone in prima persona, perchè a volte è necessario e poi apparire gli gusta mucho, per carattere ma soprattutto perchè sa bene che bisogna farsi conoscere e riconoscere, distinguersi, far parlare di sè. Ci mette la faccia e il resto. Tanto che un giorno di maggio si è presentato in scuderia da Fabio Buratti determinato a "imparare a guidare al trotto" perché a novembre avrebbe voluto -cioè dovuto, perchè deciso è deciso, il tipo- correre quella che fu la prima edizione del "Voglia di Palio", il torneo benefico che proponeva, nel 2013, la sfida tra le Stelle e gli amministratori, gli alfieri locali. 

Buratti, uomo di mondo estraneo all'ignoranza che spesso tradisce l'ambiente dell'ippica, lo prese ugualmente per matto, primo perché secondo la gente dei cavalli, il trotto lo impari da piccolo e solo se sei di famiglia, secondo perché primo non è sport da giacca, cravatta e cachemire e nemmeno da manager, insomma, se vuoi guidare i cavalli "hai da puzzà" per forza, anche se primo non è affatto così, anzi. e secondo quel tipo di odore, se ami i cavalli è un profumo e di quelli più cari...

Buratti lo prese per matto, ma da uomo di mondo e speranza, lo mise al ghig (la "baracchina",sorta di sulky d'allenamento) con la cavalla più brocca -ma brava- di scuderia, Primavera As, la stessa che un amico comune -lo stesso che aveva fatto conoscere Fabio e il Piergallo- sosteneva sarebbe diventata una campionessa, tanto che poco poco avrebbe corso il Palio da lì a due anni, roba che sia l'uno sia l'altro -non fossero stati suoi amici- avrebbero chiamato prima il 118 e poi quello scemo che aveva fatto chiudere i manicomi per insultarlo.

Invece follia, amore e visione sono i motori buoni del mondo, anche se sbagliarono tutti e tre: Fabio e il nostro perchè Primavera di palii ne ha già corsi addirittura due, quel pazzo del loro comune amico perchè a correre il primo Palio la cavalla non ci mise duee anni ma uno solo. 

Anche Piergallini -del resto Primavera aveva fatto "scuola" anche a una certa Jessica Pompa- riuscì a correre il "Voglia di Palio". E, già che c'era, lo vinse pure. Vero, senza cravatta, ma con una giubba così piena di sponsor che se solo gli ippici capissero qualcosa di marketing avrebbero tre ore al giorno in diretta su Rai1 e i soldi per comprarsela, Rai1, non Primavera che lei non è in vendita, non ha prezzo...

Un po' perchè si tartta di gran bella beneficenza, un po' perchè da dentro riesce a vedere quanto piacciono fuori, un po' perché insieme a tutte queste cose è pur sempre un'occasione per far parlare e scrivere di Fermo -e di sè- il buon Maurizio sul Voglia di Palio investe tempo e risorse: "Oggi come oggi, anche per qualche disattenzione organizzativa, qualitativa e promozionale del Palio, ma soprattutto per come diverte e appassiona la gente e il territorio, l'interesse per il Voglia di Palio sta raggiungeendo quello per la sfida del Palio e certamente la guida di vip come l'attore Patrizio Rispo o di persone ben volute come il pizzaiolo e maestro di calcio di Grottazzolina, è molto più "sentita" che quella dei vari Bellei e Minnucci che ormai sono routine, talenti che in pista ci vanno tutti i giorni e in più -cioè in meno, spiega Piergallini- senza l'adeguata spinta narrativa, pubblicità...

Vedere per credere. Vedere, per esempio, la pagina prenotata per il Voglia di Palio ("e la Cena -dice- uno dei momenti più importanti di tutto l'ambaradan") su "Il Resto del Carlino", testata a sua volta media-partner della manifestazione e quindi a sua volta in gara, con la guida dell'avvocato Stefano Spinelli.

Lunedì 13, alle 11, il Piergallo sarà ospite a RadioFermo1 per parlare di Voglia di Palio e di Palio. Il Palio è amicizia, ma anche sfida di campanile. Con gli sfottò e tutte le sane rivalità del caso. "Da noi sono sane sul serio. Io stesso -ammette- sono un ultrà di Fermo ma tra gli ultrà del Palio io violenti non entrano. Comunque finché non si vinceva mai i nemici mancavano, non ci calcolavano proprio e l'unico competitor era Montegiorgio, che vinceva meno di noi. Ora che i numeri dicono che siamo i più forti, siamo i nemici di tutti, quelli da battere ad ogni costo e anche da gufare. La stessa cosa facciamo noi con gli amici di Magliano, che si sono presi gli ultimi due palii"

A proposito di rivalità e gufate, qualche anno fa, proprio Fermo -e Piergallini in primis- letteralmente scipparono, a fax di intenti praticamente partiti, Linda di Casei a Servigliano. Bene, cioè male, perché a dirla tutta potrebbe non sembrare il massimo della sportività. Ma l'allora sindaco di Servigliano -altro vulcano dalla notevole forza politica e dalla battuta pronta- plaudì all'operazione: "In amore, in guerra e soprattutto al Palio vale tutto". In realtà tutto il Paese tirò a Fermo -e alla bella Linda- tutti gli accidenti (pardon, energie non positive, si dice così) possibili e impossibili e dato che non bisogna credere a certe cose finì (video sotto) con Linda di Casei squalificata per rottura in batteria, ormai padrona della corsa

Gufi o non gufi va dato a Cesare quel che di Cesare -cioè di Fermo- è e, se si tratta di Palio, Fermo è più insuperabile del Barca, del Real e perfino di quel tonno in vasetto che "insuperabile" lo è di nome e per marca: nel 2005 il primo trionfo, con Pegasus Boko e Roberto Andreghetti ("Un grandissimo driver -racconta Piergallini- con il quale abbiamo da buon feeling e un'amicizia importante"), nel 2006 con lo straordinario Opal Viking e Fabrizio Ciulla, l'anno successivo con Torvald Palema (che poi vinse anche l'Elittlopp e Nazioni) e lo svedese Svandsted e nel 2012 (video sotto) e 2013 ("anno in cui vincemmo anche il Voglia di Palio con Onyx Staf e con me in sulky", sottolinea con orgoglio) con Mack Grace Sm e, ancora, con Roby Andreghetti.

 

Da tre anni "butta" maluccio: prima Linda, poi fu la volta di Nuage en Ciel che in batteria stabilì il record della pista ma in finale saltò subito via per un paio di errori tattici e di una partenza al limite del maledetto e del regolare, infine, l'anno scorso con l'ingaggio del bellissimo Truman Darpet che vedeva però la racchetta quanto si è vista la finale, avvolta in una nebbia da pianura padana dei tempi belli, quanto a cattivo tempo...

Per quest'anno Fermo ha cambiato tutto: mare, spiaggia e strategia. Per la verità, pur senza voler fare follie per gli ingaggi, Piergallini a prendere uno straniero ci aveva pensato ("ma doveva essere un prima categoria e oggi come oggi i fuoriclasse in Italia non vengono e poi noi volevamo stare alla larga dai cavalli cobaltati e chiacchierati di Souloy perchè immagine e credibilità vanno ben oltre immagine e forma, sono sostanza", spiega). Incertezza e suspance fino all'ultimo, un approccio con Shatar Club, qualcuno in Svezia e un paio anche in Francia ma al momento di decidere Fermo ha optato per un italiano, anzi, una italiana, in forte e costante crescita: Toscarella, allevata e di proprietà di Roberto Stancari (altro personaggio vulcanico e intraprendente) nonchè sorella piena (il padre è Varenne e la madre una figlia di Ganymede) di Papalla, potenzialmente fortissima ma forse poco adatta alle due prove e alle partenze in racchetta.

Certo, Toscarella, non partirà favorita del Palio, ma a parte che i pronostici sono sempre fatti per essere smentiti e al Palio anche una volta più di sempre, i progressi e la forma della cavalla sono evidenti, tanto da ottenere nelle ultime 10 corse qualcosa come 6 vittorie (quella alla penultima uscita davanti a una big come Terra del Rio, video sotto), un secondo ed un quinto posto, fallendo solo la trasferta di Cagnes, per un errore in partenza, affrontata in seconda fila. 

Una scommessa intrigante, quella di Piergallini e Fermo, che comunque agendo da outsider hanno poco da perdere e molto da guadagnare, dovesse invece, andar bene. "Sinceramente -rivela Maurizio- di far bene le speranze ci sono tutte perchè cavalli che vincono a Roma con l'ultima curva in quarta ruote non ne esistono tanti e perchè Toscarella è molto ben affiatata con Andrea Farolfi che la guiderà anche nel Palio e si trova alla grande a Montegiorgio dato che ci ha perfino trionfato in un Campionato Italiano, sfida dove il caso è sempre importante ma dove, mai, a caso si vince".   

   

   

Il tuo driver del trotto preferito

Vota quello che ti ha fatto o ti fa entusiasmare con le sue guidate

11.74% Sergio Brighenti, il Pilota

7.34% William Casoli, il Professore

4.40% Edoardo Gubellini, il Gubella

3.77% Giancarlo Baldi, Tamberino

2.73% Carlo Bottoni, il Sorcio

7.55% Vivaldo Baldi, Decione

5.03% Nello Bellei, Ivan

9.22% Marcello Mazzarini, l'Ottavo Re di Roma

3.35% Anselmo Fontanesi, il Morino

9.01% Enrico Bellei, il Cannibale

0.42% Lamberto Guzzinati, Lambretta

1.89% Walter Baroncini, il Mago

3.56% Gian Paolo Minnucci, Jean Paul

1.05% Armando Pellicci, Er Pomata ("io c'ho i ritagli")

7.55% Pietro Gubellini, Pippo

6.50% Vittorio Guzzinati, Toscanini

1.89% Giuseppe Pietro Maisto

7.76% Roberto Andreghetti, Roby

2.94% Biagio Lo Verde

2.31% Pasquale Esposito jr

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