Il borsino di Foà

SETTIMANA MAGICA PER IL NAPOLI, NOIA A SAN SIRO

20 Aprile 2015

Dunque a sette partite dal termine del Campionato la Juve si è cucita definitivamente addosso lo scudetto numero x, nel senso che dipende da quanti uno ne conta tra revocati, regalati e rubati.

Voi direte: ma è da mò che lo ha vinto, in pratica dall'inizio del torneo. Bene, cioè, male perchè non è affatto vero (tra l'altro nelle prime 10 giornate la Roma non solo le era davanti ma sembrava anche giocare a un altro sport o quanto meno in un altra serie, tipo harlem globetrotters del pallone) e questo, pur meritatissimo e sacrosanto, è forse il più regalato della storia. Non dagli arbitri (che comunque torti si sono ben guardati dal fargliene), per carità, ma direttamente dagli avversari. O quanto meno da quelli che potevano -e anzi dovevano- esserlo...

Mi riferisco prima di tutto alla Roma che, nelle ultime dodici partite ha collezionato qualcosa come 8 pareggi, di cui 6 per 1 a 1 (roba che a giocarci il risultato esatto sistemavi il conto economico del Paese, ma che dico, di più, del Parma) e poi ai grandi rimpianti che può -e soprattutto deve- avere il Napoli che, ritiri e silenzi stampa a parte (c'è chi, tra i cosiddetti "saponi" del calcio - quelli che sanno tutto, insomma - prende per i fondelli De Laurentiis e gli spiega che sono retrogradi e dannosi, e infatti dal primo giorno di ritiro la squadra non si limita a vincere ma asfalta gli avversari), quando recupera l'allegria del gioco e punta, come si scriveva settimana scorsa, sulla potenza della trazione anteriore, è di gran lunga il team più forte tra gli italiani, come dimostrato, per esempio, contro i tedeschi del Wolfsburg.

Scudetto meritato quindi, ma più per le colpe o i demeriti degli unici rivali degni di essere considerati tali che per i propri.

E comunque campionato con la minuscola, di scarso valore tecnico e di interesse emotivo prossimo allo zero dalla parte dei numeri negativi, fotografato -ma di questo certo non possiamo appioppare responsabilità alla Juve-benissimo (cioè molto male) dal Derby di Milano di ieri sera, del quale a parte uno o due interventi del portiere rossonero e un paio di sviste dei giudici di gara (che riescono a sbagliare anche quando da giudicare c'è veramente poco, se ne parlerà stasera al Processo di Biscardi), degne di diventare argomento di discussione al Bar Sport il giorno dopo sono giusto le puttanate di Mancini ("siamo forti, ma purtroppo lo stiamo dimostrando solo ora") e soprattutto di Inzaghi ("siamo forti, per 20 minuti abbiamo dominato e comunque adesso ci basterà vincere sempre per conquistare l'Europa").

Tra i promossi di turno e del turno, oltre a centrocampo e attacco del Napoli (10 gol nelle ultime tre partite) al già citato Diego Lopez (foto sotto) merita di essere citato un altro portiere, Consigli del Sassuolo, che ha salvato il pari contro il Toro (che forse ha perso il treno per l'Europa ma potrebbe prendere quello per il Derby, cosa che ai tifosi sta forse maggiormente a cuore) e con ogni probabilità la squadra da ogni rischio retrocessione.

Retrocessione ormai difficilissima da evitare, invece, per il Cagliari, così labile dietro da perdere prima che contro i partenopei perfino contro il Milan a San Siro e in casa contro la Roma del pareggio seriale. Zeman non c'entra (forse la società sì e certi cosiddetti tifosi sì, ma l'allenatore no), è che per fortuna e purtroppo, anche in un torneo scadente c'è sempre qualcuno più scadente degli altri...   

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