Il borsino di Foà

Se la Juve prende 3 gol a partita vincerà il Napoli e l'Inter cambi, ma non con Conte

4 Febbraio 2019

di Alberto Foà

Turno di campionato con qualche sorpresa (mentre eravamo certi del crollo juventino contro l'Atalanta, nemmeno noi pensavamo che -specie in vantaggio di due reti al 75mo- i bianconeri si facessero raggiungere dal Parma e pur consapevoli della crisi Inter non ci aspettavamo la sconfitta in casa contro il Bologna) e qualche apertura di credito e d'interesse per il torneo, che resta comunque tra i più scarsi per gioco, divertimento e anche qualità.

In effetti, la Juve (pur essendosi visto un Cr7 in ripresa) contro il Parma ha ribadito limiti importanti, al di là di quelli relativi alla condizione atletica che forse -ma solo forse- potrebbe tornare a crescere in zona Champions: per esempio il filtro di centrocampo non funziona e la difesa, che è vecchia e acciaccata, non sa opporsi ai tanti, troppi palloni -e attaccanti- che arrivano da quelle parti; morale? Se gli ultimi scudetti i bianconeri li hanno vinti subendo meno reti di tutti, beccandone tre a partita lo scudetto se lo possono già staccare dalle maglie, anche se i punti di vantaggio sul Napoli fossero 12 invece di 9, tanto più -cioè poco meno- che Dybala, da quando è arrivato Ronaldo, sembra un pesce fuor d'acqua senza neppure troppa voglia di tornarci dentro.

Capitolo Inter. Nessuna sorpresa (anzi, l'avevamo paventato e previsto in tempi non sospetti) per il fallimento di Spalletti che oltretutto di volta in volta dà, in crescendo, il peggio in tema di scelte, confermando fiducia anche a chi non gioca e/o gli gioca contro, per svogliatezza, forma e/o strategia -vedi Perisic o Nainngolan- oppure richiamando dalla milionaria pensione Ranocchia e proponendolo centravanti, che sarebbe, anzi è, come mettere me al volante della Ferrari anche se non ho la patente, con l'unica differenza che io la velocità l'ho provata, a piedi e a cavallo, mentre Ranocchia non è mai stato capace nemmeno da stopper. In fondo, dovunque abbia allenato Spalletti, il secondo anno ha fatto disastri, anche e soprattutto nei rapporti con lo spogliatoio. E se la cosa è stata evidente in squadre ricche di campioni, come per esempio Totti, figuratevi se non si sarebbe ripetuta, anche nei risultati, in una rosa come quella interista dove quelli che potrebbero giocare in SerieA sono solo Handanovic, Icardi, Skriniar e appunto Perisic e il Ninja, che però non ci pensano proprio.

Giusto cambiare, quindi. Anche allenatore e per una volta anche in corsa.

Ma non con Conte, che, per quanto sembri difficile, farebbe -anzi farà, perchè vedrete che troveranno l'accordo dato che Conte, per soldi, andrebbe ad allenare anche me a bere la famigerata acqua liscia e Toninelli a tenere discorsi e l'Inter sembra intenzionata ad offrirgliene tanti- peggio di Spalletti, del quale, per quanto appaia impossibile, è perfino più antipatico.

Simpatia a parte, se Spalletti è stato nel corso degli anni sicuramente sopravvalutato, Conte è sicuramente l'allenatore più sovrastimato del mondo e in più -cioè davvero in meno- mentre Spalletti ha sempre trovato, anche tra i cosiddetti "saponi" del calcio qualche detrattore, non fosse altro perché permaloso e quindi qualche volta capace di muovere contro i tanti leccaculi di stampa e tv, Conte è più leccaculo di loro e quindi, da loro, viene sempre portato ad esempio. 

La verità è che si tratta di un mercenario, capace sì, a volte, di spremere il meglio da qualche giocatore votato al sacrificio (quindi non di Perisic, per esempio) e per un paio d'anni, ma non ha mai fatto la differenza quando c'era da farla. In Italia tutti lo considerano un grande per aver vinto qualche scudetto con la Juve, allenando una squadra più forte (e senza nemmeno il Napoli come avversaria) di quella di Allegri che alla fine ne ha vinti più di lui e per essere "riuscito" a far passare due turni agli Europei alla Nazionale italiana più scarsa (comunque selezionata da lui) perfino di quella di Ventura. In uno di questi turni gli riesce di battere la Spagna più debole degli ultimi 20 anni e peraltro, nell'altro, perde dall'Irlanda. Scappato al Chelsea (secondo alcuni per liberarsi di problemi legati al calcio-scommesse, secondo lui per trovare nuove motivazioni, in realtà per questioni di soldi) gli riesce di vincere la Premier League (cosa riuscita peraltro anche a Ranieri e allenando il Leicester, non la squadra di Abramovich) e di farsi licenziare in corso -e contratto!- d'opera l'anno dopo per quanto stesse sul cazzo alla squadra e mancassero del tutto sia il gioco sia i risultati.

Morale? Cacciare Spalletti è un'opzione (non la soluzione ma un'opzione plausibile) ma all'Inter prendano chiunque tranne Spalletti. Piuttosto, si cerchi di strappare Lino Banfi all'Unesco. Lui sì che alla Longobarda fece la davvero la differenza...

  

L'allenatore dell'Inter

Chi vedresti bene sulla panchina nerazzurra?

21.66% Leonardo, a San Siro (galoppo) c'è già il suo cavallo

7.64% Bergomi, così la smette con le telecronache su Sky

12.74% Simeone, così la smetterebbero di dire che le sue squadre danno sempre tutto

10.19% Spalletti, per unire lo spogliatoio. Contro di lui

7.01% Sarri, così è contento, coperto d'oro

7.64% Allegri, almeno per il cognome in panchina

24.20% Andrea Biolzi, l'allenatore dell'Albenga, forse in procinto di lasciare la squadra ligure. Oppure Mancini...

8.92% Blanc perchè ce l'ha lungo come Conte, il cognome

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