Il borsino di Foà

NAPOLI SEMPRE DUE SPANNE SOPRA E MILANO STENTA

8 Febbraio 2016

Tutti a magnificare la sfida di sabato prossimo come la grande occasione per il sorpasso juventino al Napoli.

Bene, cioè male, perché se non interverranno fattori più o meno esterni quali gambe molli, ambiente troppo pressante, bioritmi rovesciati e/o arbitraggio (per carità sempre possibili) la squadra di Sarri farà meno fatica a uscire da Torino ancora al comando della classifica di quanta ne ha fatta ieri a bucare la roccaforte del Carpi.

I motivi sono semplicissimi: 1) è nettamente più forte, specialmente da centrocampo in su e queste partite si decidono a centrocampo, 2) giocando in casa -e soprattutto essendo dietro due punti, che saranno pochi ma qualcosa sono- sarà la Juve a dover fare la partita e non esiste contropiede più micidiale di quello dei partenopei, 3) i bianconeri cominciano ad accusare qualche problemino da stress fisico -vedi infortuni di Caceres e Chiellini - ed è vero che hanno una panchina all'altezza ma attenti, anche la condizione di altri non è più quella di sei-sette partite fa, 4) la Juve è molto più Dybala dipendente di quanto lo sia comunque il Napoli da Higuain e in più, cioè in meno, Dybala tranne che da fermo è marcabile mentre per controllare il Pepita servono due giocatori non bastano e a quel punto si deve lasciare libero qualcun altro, 5) al Napoli vanno bene due risutati su tre e vantaggio psicologico a parte ditemi voi se l'X-2 non è più probabile dell'1, soprattutto sapendo che i "saponi" del calcio giurano vinca la Juve e i "saponi", si sa, non ci pigliano mai...

Il turno di campionato non ha comunque aggiunto nè tolto nulla a quanto già noto: la Fiorentina merita -per ora, presto o tardi arriverà la Roma a portarglielo via- il terzo posto, anche e forse soprattutto perché non lo meritano le milanesi.

Il Milan non ha continuità e vince solo quando gioca contro squadre che non difendono e poi ha scoperto a sue spese quanto sia importante Bonaventura e soprattutto quanto sia inutile Balotelli. Ai rossoneri manca il centrocampo, sia nel mettere ordine, sia nel fare filtro, sia nel proporre idee per l'attacco. Bacca e Niang hanno una buona percentuale di realizzazione, ma mica possono prendersi il pallone in difesa, altrimenti sarebbero Cruyff, non Bacca & Niang.

L'Inter invece ultimamente la continuità l'ha trovata. Al contrario però. Nel farsi male da sola. Tanto che se per una volta Mancini riesce a schierare Icardi (che infatti segna) dal primo minuto e a lasciare in panchina Ljiaic lui si dimentica che il Verona ha segnato 13 reti (delle 18 totali) su palla inattiva e a proposito di dimenticanze Handanovic si dimentica per ben tre volte di uscire.,

Comunque domenica c'è Fiorentina-Inter e può finire in qualsiasi modo perché paradossalmente i nerazzurri vanno acquisendo una parvenza di gioco (anche se un regista gli manca quasi quanto a Sanremo manchino le canzoni, nel senso di quelle belle).

Potrebbe approfittarne la Roma. Che dal punto di vista atletico lascia ancora a desiderare ma almeno ha riguadagnato autostima, fiducia e culo, qualità decisive che prima erano venute a mancare. Aggiungiamoci che El Shaarawy e Perotti sono i due migliori affari (forse gli unici) del mercato di gennaio e che Spalletti, a differenza di Garcia, non pensa che Gervinho sia il calcio e senza non si possa neppure pensare di giocare a pallone e i conti tornano, o almeno cominciano a tornare...

Crisi nera per Sampdoria e Torino. I ciclisti possono "vantare" la peggior difesa del mondo e una situazione societaria che a non voler fare finta di niente dovrebbe preoccupare un tantino, come Mandrake davanti alla Tris di Gabriella in Febbre Da Cavallo o più semplicemente come il Parma qualche anno fa, mentre per i granata il discorso è diverso e più che altro sembrano via via svanire motivazioni, entusiasmo e vigore. 

 

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