Il borsino di Foà

Lo scudetto alla Roma lo possono togliere solo Spalletti e gli aiuti alla Juve

3 Aprile 2017

Si dice "Vedi Napoli e poi muori" e parafrasando il tutto riguardo alla sfida di ieri al San Paolo tra Napoli e Juve si potrebbe davvero dire che, dopo Napoli, la Regina -nel senso di capoclassifica- è nuda, così come l'intero bluff bianconero.

Naturalmente continuerete a leggere che il Campionato è saldamente in mano alla squadra di Allegri (e del resto i "saponi" del pallone lo davano per chiuso ancora prima che cominciasse, senza considerare che un centrocampo così debole e vuoto non si vedeva praticamente dalla fondazione, che il mercato estivo era stata una via di mezzo tra un suicidio e un fallimento) ma la realtà è un'altra e cioè che oltre a essere la terza forza in senso assoluto del torneo, ben dietro a Roma e Napoli, anche quando almeno fisicamente le era superiore, sono diverse partite (e l'unica scusante potrebbe essere una preparazione finalizzata alla Champions) che la spia della "benzina" è sul rosso fisso.

Se ancora, pur senza correre, almeno cammina ancora è solo merito di Allegri che appena può mette in folle e spegne i motori tentando di procedere d'inerzia e contando sulla capacità di spingere dei suoi -soprattutto dei più umili e disposti a sacrificarsi, cioè più Mandzukic di Pjanic- facendo giocare la Juve da provinciale piena di limiti ma forte di una certa consapevolezza.

La fortuna ha fatto il resto e salvato un punticino che oltre a essere importante per la classifica lo è dal punto di vista psicologico, ma i numeri dicono che nonostante i bianconeri fossero andati in vantaggio alla prima -e unica- occasione non hanno quasi più messo piede nella metà campo rivale e hanno avuto la palla tra i piedi tipo un minuto ogni tre che l'avevano i partenopei. Decisamente poco per pensare di vincere il campionato, praticamente nulla -anche se probabilmente contro il Barcellona almeno vigore e intensità saranno recuperati- per sperare di passare il turno di Champions.

Sei punti sulla Roma sono, è vero, un buon vantaggio (anche se senza certi vantaggi -mi si perdoni il gioco di parole- sarebbero stati certamente di meno ma se quella di prima, pur povera di idee quando non c'era Dybala, comunque era una squadra tosta, che magari segnava poco su azione ma si imponeva fisicamente, quella di adesso, vista a Napoli ma anche contro l'Udinese e soprattutto la Sampdoria (e sorvolando sulla partita contro il Milan, dove la Juve ha giocato un filo meglio grazie alle debolezze di un avversario che pur avendone pochi, di punti, ne ha sempre più di quelli che vale e che comunque non sarebbe mai uscito sconfitto da Torino, finale arbritale a parte) è in crisi aperta e praticamente dichiarata.

In più -cioè in meno vedendo la cosa dalla sponda bianconera- c'è lo scontro diretto a Roma che virtualmente potrebbe essere un'occasione per il colpaccio giallorosso e tutto sta a recuperare altri tre punti da qui a quel match, cosa tutt'altro che impossibile e forse neppure improbabile con la Juve in queste condizioni, a patto che gli avversari della Juve non prendano -o riprendano- a scansarsi come spesso accaduto e gli arbitri non sostengano il club più e meglio -cioè peggio- di quanto possano realmente fare i giocatori in campo.

Il rischio, per la Roma, si chiama Spalletti, cui vanno riconosciuti due meriti (l'aver creduto oltre le apparenze in Dzeko e l'esserne stato ripagato oltre le aspettative) ma su cui gravano una serie di colpe (la gestione di Totti e dello spogliatoio e avere comunque gradito la corte interessata della Juve, ma anche mettere sempre se stesso davanti e non per difendere i giocatori, semplicemente a pararsi il sedere) e sospetti.

Per carità, l'allenatore conta normalmente il 20, 30% massimo, ma in questo caso il valore aggiunto dell'umiltà di Allegri e le minus valenze del "pretino" Spalletti potrebbero anche incidere qualcosina di più. E anche esternare prima "Se non vinco me ne vado" (e chissà mai, magari proprio alla Juve) non sarebbe stata cosa: aspetti, e se non vinci te ne vai, che tanto uno ti cacciano e due fai sempre in tempo a dire "non ho vinto nulla e quindi me ne vado"...

Del resto, al solito, ben poco da scrivere: forse che più -o che oltre- del fair play finanziario bisognerebbe, a vedere soprattutto il Palermo di Zamparini (con precedenti tipo Venezia) e il Genoa di Preziosi (con precedenti tipo il Como), introdurre un tetto minimo di investimenti e spesa, perchè fa male vedere due tifoserie importanti e appassionate come quella del Grifone e dei rosanero prese per i fondelli e le rispettive squadre costrette a certe figure.

Anche la società Milan, volendo, ha da farsi perdonare molto, quanto meno in mancata trasparenza prima che in assenza di investimenti, perchè certo che il Milan di investimenti ha bisogno, ma non si sa ancora bene -cioè male- chi li dovrebbe -e/o vorrebbe- sostenere.

Se l'Atalanta di Papu Gomez ha passeggiato sui resti del Genoa e il Cagliari di Borriello su quelli del Palermo, la Fiorentina di Borja Valero piegando il Bologna ha vinto la terza di fila e la Lazio di Inzaghi (altro che Montella o Spalletti o peggio Mancini di cui non si capisce perchè si continui a parlare e scrivere) ha piegato un Sassuolo sprecone, l'unica partita a parte Napoli-Juve degna di nota (errori compresi) va comunque a quella tra l'Udinese dei Pozzo (con il Chievo e forse proprio quello di Cairo il club forse gestito meglio) e il Toro di Belotti.

Prima Amen e poi Namastè...  

Chi avresti eletta Miss Ippodromo del Castello 2017 se fossi stata in Giuria

Guarda le foto delle ragazze nell'articolo e dai la tua preferenza

10.57% Nicoletta Ferrara

13.01% Milena Cecoli

2.03% Claudia Brignoli

4.07% Ambra Allegri

2.85% Marta Matarazzo

6.50% Jennifer Taglietti

8.54% Dafne Apollonio

10.98% Daniela Hidalgo

8.94% Jessica Bianco

5.28% Alexia Beggi

10.57% Beatrice Mattii

5.28% Barbara Bonvini

11.38% Vittoria Pagliaro

Prime pagine di oggi

24 Agosto 2017

Ti consigliamo

Parole&Pensieri

Il Milan fa prima a sperare in Dio e nel vivaio, c

E il comportamento di certa stampa al riguardo è da museo degli orrori

30 Marzo 2017

BarGirl

Le esclusive del Bar su Miss Ippodromo del Castell

Ecco le ragazze finaliste e la speciale giuria, forte anche della popolare Jessica Pompa, del sindaco di Montechiarugolo e del cantante Nevruz

29 Marzo 2017

A briglia sciolta

Le tristi verità di Libero sul rapimento di Unicka

Il quotidiano diretto da Feltri è stato l'unico a vedere la cosa dalla parte dei cavalli e a denunciare l'atteggiamento dei media e soprattutto dello Stato verso l'ippica

8 Marzo 2017

BarGirl

Giulia Tosoni, la bella e brava cantante che prese

Il palco e lo spettacolo le stanno addosso come capi di alta moda, unici e su misura

1 Marzo 2017

In questa categoria

13 Dicembre 2016

Alfano agli Esteri. E D'Alessio a Sanremo

Il borsino di Foà

19 Dicembre 2016

Il ciclone Mertens dà fiducia (e gol) al Napoli

Il borsino di Foà

12 Dicembre 2016

Se il Napoli ha spazio può battere anche il Real

Il borsino di Foà

23 Luglio 2016

Higuain bianconero? Grande occasione. Per il Napoli

Il borsino di Foà