Il borsino di Foà

Alfano agli Esteri. E D'Alessio a Sanremo

13 Dicembre 2016

Il nuovo Governo, più vecchio del Palazzo di Firenze, è dunque tratto. La solita brodaglia, con la particolarità di vedere in qualche modo promossi, come per effetto di un algoritmo perfetto al contrario, di veder in qualche modo promossi -chi a potente sottosegretario, chi a sostituire un premier e chi appunto a premier, tre tra i più imbarazzati ministri del governo vecchio, cioè per meglio dire, o peggio che sia, scorso. 

La Boschi che molti si aspettavano bocciata come e più della sua riforma è infatti rimasta in sella e vede se possibile aumentati potere decisionale e potere, inteso come potere e basta mentre Angelino Alfano, di cui da quando Berlusconi ha smesso di dargli del traditore pochi, anche tra i parenti più stretti, si ricordavano l'esistenza e l'incidenza politica, è andato a rimpiazzare niente meno che il nuovo primo ministro Gentiloni, del quale, a sua volta, a parte la decisamente indecisa decisione sulla questione d'Egitto per Giulio Regeni e l'endorsement pro Erdogan, come ministro degli Esteri si era davvero persa ogni traccia. 

Che il Governo di Gentiloni fosse e sarà un Renzi Bis non solo era scontato -e probabilmente anche legittimo, dato che Mattarella sulla carta poteva nominare anche il panettiere di sotto casa ma il partito più forte in Parlamento era quello di Renzi, che non è tutto nè solo il Pd ma in ogni caso, per ora, Renzi del Pd resta il capo- ma via, qualche cambiamento in più e soprattutto un poquito più di fantasia ce la si poteva aspettare, se non altro da Renzi.

Altri nomi più o meno eccellenti, ma sicuramente più attesi, arrivati ieri sera, erano e sono quelli dei cosiddetti Big per il Sanremo prossimo venturo.

Anche qui direi bene, cioè molto male anche qui, con alcuni casi poco rari al Festival ma tanto umani, nel senso di casi -vedi lo sceicco senza un soldo Gigi d'Alessio e il malato di cuore Al Bano- e con il mistero dei tanti "Amici" di Maria, intesa come De Filippi, che va bene è caduto il muro di Berlino ma "ecchediamine" per la Rai è roba della concorrenza, ammesso che esista e sia mai esistita...

Per il resto nulla di sorprendente, anche perchè il Festival risponde e corrisponde sempre più alla domanda e all'idea che mi fece un cantautore quando gli chiesi perchè non intendesse (per la cronaca poi ci andò e vinse) andarci: "Che cavolo ci vado a fare. Sanremo è per chi non è ancora qualcuno, al limite per chi ha smesso di esserlo e se vogliamo dirla tutta anche per chi qualcuno non è mai stato però nessuno glielo ha mai detto"...

Vecchie glorie, infatti, ne abbiamo: c'è Ron, che ha la sua bella e brava dignità ma forse poteva risparmiarsi la gara e magari lo avrebbe anche fatto non fosse stato "spinto" da precisi ordini di scuderia (Suraci, Rtl), c'è Paola Turci che a Sanremo l'ultima volta ci è stata una ventina di anni fa ed andò anche bene, tanto che onestamente pensavo non avesse manco per il beep voglia di tornare a farsi del male, c'è Masini che tutto sommato a Sanremo ha portato anche qualche bella canzone, c'è Zarrillo che magari proprio gloria-gloria non l'ha mai avuta ma certo non è nemmeno giovane e comunque in giro c'è molto, molto di peggio e insomma, tra i più attempati mancano solo i classici due leocorni, anzi uno perchè l'altro c'è ed è Fiorella Mannoia, la quale ha aspettato di finire più meno ad Amici per rifinire a Sanremo dove aveva lascito un ricordo indelebile con "Le Notti di Maggio" e ora proverà a "delebirlo" sostituendo un certo Ivano Fossati con tale Amara, piacevole ex ragazza di Amici, ex ragazza del centro di Mogol ed ex giovane proposta di Sanremo e forse, a questo punto, anche ex cantante e nuova autrice, anche del brano che avrebbe dovuto (o almeno potuto) riesumare addirittura Paolo Vallesi (clone di Masini dei tempi d'oro, per Vallesi intendo) proprio a Sanremo ma alla fine a Sanremo non ci sarà...

Ma il vero vecchiume, tra i cosiddetti Big arriva proprio dai cosiddetti nomi nuovi, dagli ex giovani che o non sono nuovi, o non sono nomi o meglio ancora, cioà ancora peggio, le due cose insieme.

C'è il vincitore delle ultime nuove proposte Francesco Gabbani, e qui -Amen-  ci può anche stare il salto di categoria anche se a parte "Amen" e le apparizioni in tv a cantare "Amen" in un anno Gabbani si è visto -e soprattutto sentito- meno di Gentiloni che è uno che i media finora se lo cagavano pochino pochino perchè ha un ritmo, un carismo e una verve che ammoscerebbero lo share anche di una lotta nel fango tra Scarlett Johansson e Belen ove il valore aggiunto fosse la Johansson che riduce Belen tipo Rocky dopo averle prese da Apollo Creed...

C'è anche il terzo classificato dei cosiddetti giovani dell'anno passato (e a me piaceva la seconda: cos'è, valgono solo i dispari del podio?) e cioè Ermal Metal, che tutti dicono sia un grande autore e paroliere ma secondo me uno è un gran cazzata ed è solo l'ennesimo "pacco" made in Suraci-Rtl, due firma talmente tanti pezzi che l'intero è perfino sospetto e tre, soprattutto, portare a Sanremo a cantare uno perchè scrive benino e in bella calligrafia sarebbe come insistere a far giocare Ranocchia (come dite, succede davvero?) in serie A nella speranza che si trasformi in principe o almeno -come cantava Vecchioni per se stesso- in un terzino dell'Atalanta...

C'è Chiara Gallazzo, talmente nota al grande pubblico che le hanno tolto il cognome come si fa coi grandi oppure con quelli che si vuole spacciare per tali (solo che il risultato è di confonderli tra i tanti) e l'unico problema sarebbe capire il vero motivo per cui dovrebbe esser nota una come Chiara, se per aver vinto XFactor qualche -decisamente più d'uno- anno fa, se per una delle pubblicità peggiori (ed è un bel primato) della Tim o se per essere stata altre due volte a Sanremo (dai, forza, non vi chiedo il titolo ma almeno tre parole delle due canzoni che ha cantato). Stavolta al Festival ci va con un brano (e un album) più o meno "creato" da Mauro Pagani, che oltre a essere quel grande musicista che è, è uno cui è riuscita l'impresa di rendere nobile e chiara -stavolta in minuscolo- perfino intensa, una come Arisa che prima di lui cantava Sincerità e dopo di lui l'avete vista com'è ridotta. Quindi magari, stavolta, Chiara qualcosa di buono farà. E se no, quanto meno, potrà darsi all'ippica tra le Stelle, quella senza frusta e di beneficenza...

C'è Fabrizio Moro, che al Festival portò "Pensa" che è una delle canzoni meno peggio tra quelle del nuovo millennio, dato che è del 2007 e allora vinse nei giovani solo che uno allora contestarono fosse giovane e due da allora in poi ha lasciato meno segni di Gabbani nell'ultimo anno, che ha lasciato meno segni di Gentiloni agli Esteri che "per due soldi, un topolino, mio padre comprò, alla Fierra dell'Est". Meglio ancora, cioè peggio, Fabrizio è finito a insegnare ai ragazzi di Amici. Roba che uno direbbe è finito e invece, cioè infatti, eccolo tra i Big di Sanremo

Ci sono tale Samuel (che non è quello dell'Inter, di cui ha preso il posto Ranocchia), tale Elodie (che è una che è arrivata seconda ad Amici l'anno scorso cantando canzoni di Emma o della banda di Emma anche peggio -peggio la banda e peggio il "cantando"- di Emma) e tale Sylvestre, che è il ragazzo di colore cui è riuscita l'incredibile impresa di battere Elodie ad Amici e poco altro, finora e, soprattutto, da allora.

C'è, a proposito di soprattutto, tal Giulia Luzi, che onestamente non so chi sia e non me ne spiegherei la chiamata, anche perchè non credo sia mai stata ad Amici -ma potrei sbagliarmi, seguo pochino- e non mi pare dietro, davanti o a fianco abbia Suraci, Rtl, ma che amici (miei) dicono bravina e caruccia. Nel dubbio ha lo stesso manager di Carlo Conti, il che potrebbe spiegare come Conti sia riuscita a infilarla tra i big senza un album alle spalle, grazie all'escomatage di infilarcela insieme a un Big. Ma non spiega affatto che razza di Big sia Raige, cioè il Big che farà coppia con lei.

C'è Michele Bravi, ci sono Nesli e Alice Paba (l'unica in quota Rai, come vincitrice di The Voice) e c'è Lodovica Comello, di cui nella mia ignoranza ignoravo l'esistenza e purtroppo, a causa dell'ignoranza dei miei amici, non so dirvi un bel niente se non che ha condotto Italia's Got Talent.

C'è Clementino, che non ha un nome da rapper ma quello fa o almeno spaccia per fare e c'è Bianca Atzei (foto cover), che in quota Suraci-Rtl è "riuscita" ad approdare alla corte di Carlo Conti e al suo "Tale e Quale Show" (dove vanno quelli che per Sanremo sono troppo vecchi, oppure perfino troppo poco qualcuno o addirittura troppo nessuno) e da lì, in quanto quota Conti, è "riuscita" a tornare al Festival; però ha una voce "particolarmente uguale" a tante e anche dovesse "riuscire", nel senso di uscire una terza volta senza lasciare traccia a Sanremo, qualcuno qualcosa da fare, in radio e/o in televisione glielo troverà...

C'è Giusy Ferreri, l'ex commessa del supermercato che sembra gestita dal marketing di MPS più che da quello dell'Esselunga per quanto sbaglia i tempi di entrate e uscite, al punto che dopo essere stata miracolata da quella cagata di successo che è stata Roma-Bangkok di tempo ne ha fatto passare abbastanza per fare in tempo di ritornare nell'oblio, roba che i Righeira ci avevano messo più di dieci volte lei, peraltro molto più brava e meno fatta, non solo nel senso di costruita. In compenso ha un guizzo il titolo della sua canzone: "Fatalmente Male", che si può leggere in due parole oppure con tre...

Infine c'è Alessio Bernabei, che a proposito di titoli presenterà "Nel mezzo di un applauso", a cui risposta è mezzo applauso, cioè nulla perchè applaudire con una mano sola non sortisce in genere alcun effetto. In compenso fa talmente male vedere e sentire ancora l'ex dei Dear Jack al Festival che uno ce ne sarebbe abbastanza per fare causa a Suraci-Rtl che lo ripropongono e alla Rai che lo accetta, due non dico da rimpiangere i Dear Jack ma ci andiamo vicino e tre che si spiega meglio la conferma della Lorenzin alla Sanità, il che fa talmente ridere, che cavolo, quasi quasi fa anche morale...

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