Giochi da bar

La star del calcio (virtuale): "Perchè gli ESports sono il futuro"

18 Aprile 2017

ESports è essenzialmente un nuovo termine per indicare il gioco competitivo ed è un fenomeno sempre più in crescita all'interno del mondo del calcio. Numerose squadre di calcio provenienti da tutta Europa, tra cui lo Schalke, Manchester City e adesso anche Roma e Sampdoria hanno iniziato una collaborazione con i giocatori professionisti di FIFA 17 che rappresentano i loro club nei tornei FIFA.

Grazie all'ingaggio di giocatori virtuali professonisti la Roma fa così il suo ingresso nell’universo degli sport elettronici, nei quali se la vedrà in prestigiosi tornei contro squadre del calibro di Paris Saint-Germain, Manchester City, Ajax, Valencia, Sporting Lisbona e Galatasaray. I tornei FIFA sono di solito trasmessi in streaming online tramite emittenti come Twitch e sono guardati da un pubblico sempre crescente. Con oltre 45 milioni di utenti, 6 milioni di canali in streaming e soprattutto un enorme potenziale con cui fare anche dei soldi, Twitch.tv ha raggiunto un ruolo centrale nella comunità di gioco. Nell‘estate del 2014, è stato acquistato da Amazon per 970 milioni di dollari ed è diventato la quarta fonte di traffico internet in tutti gli Stati Uniti. Il segreto di Twitch sta nel fatto che gli utenti possono condividere tra di loro tecniche e strategie per avanzare di livello e riuscire a completare il gioco. Questo avviene non solo nei videogiochi tradizionali, ma anche in giochi di strategia come il poker dove si trovano professionisti del calibro di Jason Somerville, Daniel Negreanu e l’Italiano Luca Pagano che si “esibiscono” live mentre giocano dispensando consigli, strategie e suggerimenti sui migliori bonus poker online.

Ma è con i videogiochi, tra cui appunto FIFA, che Twitch ha avuto questo grande successo. Secondo Newzoo, un sito web che fornisce statistiche sui giochi ESports, FIFA è l’undicesimo più seguito su Twitch, con un pubblico di 500.000 visualizzazioni solo nel mese di febbraio. Newzoo ha recentemente dichiarato che sicuramente FIFA entrerà nella top 10 entro la fine del 2017, considerata la sua crescente popolarità. Emittenti televisive quali BT Sport e Fox Sports hanno anche acquisito i diritti di trasmissione per teletrasmettere i tornei di FIFA 17 al loro pubblico. È chiaro che, date le buone premesse, i club di calcio realmente giocato sono pronti a lavorare con i giocatori FIFA al fine di attrarre nuovi fan al loro club, infatti i giocatori online più popolari hanno un enorme presenza sui social media e le società di calcio sperano di trarne vantaggio. La Roma ha già tre atleti ESports che hanno firmato e tra questi c’è Nicolò Mirra un gamers molto popolare su Twitch che la società giallo rossa non si è lasciata scappare.



Nicolò, aka “Insa” Mirra, racconta la sua esperienza con la maglia della Roma e come primo professionista e-sport riconosciuto da uno dei più importanti club di calcio italiani.

A che età hai cominciato a giocare a FIFA? Sei sempre stato così bravo?

Ho cominciato con FIFA 9 ma sono diventato un pro con FIFA 15. Sin dalle prime partite me la sono sempre cavata abbastanza bene ma ho cominciato ad essere più bravo quando ho smesso di giocare a calcio reale e mi sono dedicato solo a FIFA. Sembra strano ma per essere bravi bisogna concentrarsi solo sul gioco e dimenticare regole e strategie del calcio giocato.  Prima di diventare professionista mi sono allenato a lungo giocando e battendo i miei amici, poi ho cominciato a vincere i primi tornei e tutto è cambiato.

Quante ore al giorno giochi in media?

È difficile dire quanto gioco in media perché tutto dipende dall'evento. In generale sono circa sette ore (al giorno) training mentale compreso che consiste anche nel guardare il live stream di altri giocatori professionisti o le mie precedenti performance per capire cosa ho sbagliato. Talvolta gioco delle amichevoli con altri professionisti o tornei online. Ci tengo a sottolineare che evito sempre (a parte quando c’è un evento con fuso orario diverso) di giocare durante le ore notturne, in quanto ritengo che la notte è fatta per riposare e se dovessi perdere ore di sonno sicuramente la mia concentrazione e il mio modo di giocare ne risentirebbero.

Come ti definisci rispetto agli altri pro? Data la forte competizione all’interno del mondo FIFA è difficile emergere?
 
È difficile da dire perché ci sono molti professionisti nel circuito, io cerco di concentrarmi su me stesso per migliorare le caratteristiche di gioco. La competizione è anche molto forte, soprattutto in un paese come l’ Italia che sta crescendo e tutti vogliono emergere. Io gioco con Xbox One, una delle console più diffuse, e dove ci sono giocatori molto bravi e questo certamente mi spinge a dare il meglio.

Come ti trovi con l’AS Roma, hai avuto già modo di conoscere i giocatori?

La Roma mi ha dato la possibilità di trasformare la mia passione in un lavoro e questa è una cosa bellissima per me. Ho già incontrato tutti i giocatori a Trigoria e il club è sempre molto disponibile ad aiutarmi quando ho bisogno di qualcosa.  

Cosa pensi che il calcio possa imparare dall’ESports?

Probabilmente il lato mentale, i giocatori di eSports devono prendere da soli migliaia di decisioni al secondo.

Molte persone non considerano gli eSports come uno sport reale. Tu ti consideri un atleta?

Si, io mi sento un atleta e penso anche che l’eSports possa essere considerato uno sport anche se non c’è un vero coinvolgimento fisico. Ma non bisogna pensare solo al lato fisico, lo sforzo mentale è anche molto importante e vorrei  comunque sottolineare che i giocatori di eSport devono stare attenti alla dieta e praticare sport fisici nelle ore libere.

Dove ti vedi tra un anno?

A giocare e a vincere la Coppa del Mondo.



di Anna Capuano

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