Caffetteria

Il Barchef e molecular mixologist, il Botanical e il Dry Pizza

10 Marzo 2017

Restiamo a Milano per la terza puntata (prima - seconda parte) del nostro viaggio dedicato ai migliori Cocktail Bar del nostro paese. Dopo Torino e Venezia, è ancora la città dei navigli a dominare la scena. Stavolta con punte di eccellenza.

Nottingham Forest

È una delle uniche due presenze italiane nella classifica dei World’s 50 Best Bars, con pieno merito: il “Barchef e molecular mixologist” Dario Comini (così si chiama anche il suo libro) è un decano del bere miscelato a Milano. Décor fusion e creazioni uniche, tra alta cucina e sperimentazione, con abbondante uso di erbe: si può ordinare un Infuso molecolare a base di ginger beer con vodka aromatizzata al guaranà e molecole di bitter e assenzio oppure The Revenant, cioè un’estrazione ad ultrasuoni di quercia in vodka servita con uova di insetto e resina di pino. Si trova in Viale Piave 1.

The Botanical Club

Basta il nome per capire che questo cocktail bar (anzi, questi: perchè oltre a quello in Via Pastrengo 11 c’è anche l’insegna gemella di Via Tortona 33) ha un dichiarato debole per il gin, con una selezione di oltre cento etichette. Il fiore all’occhiello è però lo Spleen et Idéal, il gin distillato in casa, 60 litri alla settimana, con un bouquet di botaniche selezionate in giro per il mondo, tra cui cardamomo verde del Guatemala e bergamotto dalla Calabria. Non solo gin tonic, in ogni caso: l’offerta è trasversale e il bravo Matteo Iuvino è in grado di soddisfare ogni richesta, dai classici della Golden Age a signature come lo Scurvy Gimlet. Grande ricerca anche nella carta dei vini, qualora si volesse uscire per un attimo dal mondo della miscelazione.

Dry Cocktails & Pizza
 
Uno dei format di maggior successo delle ultime stagioni si trova in Via Solferino 33: pizza (da non perdere le focacce, in particolare quella con il vitello tonnato) e cocktail vintage e signature, in un ambiente di design, contemporaneo e “raw”, con una grande vetrina su via Solferino. A capitanare la squadra dietro al bancone c’è l’ottimo Guglielmo Miriello, una garanzia tanto sui vintage, tra cui il French 75, quanto sui signature come l’Hellfire, preparato con mezcal Espadin, Ancho Reyes, peperone rosso, menta, lime e nettare di agave.

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