BarGirl

GIULIA, LA PERLA SICILIANA CHE SOGNA HOLLYWOOD

12 Marzo 2016

Ha solo 18 anni ma ha già spiegato le ali e sta per spiccare il volo in quello che per lei è il sogno di sempre: il mondo del cinema.

Ha sempre voluto recitare, fin da quando, bambina, tra un passo di danza e i compiti a casa, "provava" davanti allo specchio e qualche volta davanti a un pubblico comunque esigente, fossero le amiche che avevano ben altri giochi in testa, la mamma (che "comunque mi ha sempre appoggiata in questa sconfinata passione", spiega) o addirittura, il più delle volte, spettatori immaginari appositamente immaginati -appunto- da lei...

 (ph: Dario Bruno)

Lei, la bargirl di metà marzo, è Giulia Todaro, speciale bellezza di quella splendida terra che è la Sicilia con il chiodo fisso di conquistare il mondo, ma non con le armate del Risiko, bensì a colpi di studio, fascino e settima arte, quella dove "a costo di sembrare presuntuosa o megalomane, mi sono messa in testa di arrivare il cima e non essere solo un'attrice ma una grande attrice", una donna capace di lasciare il segno del proprio sogno di ragazza, semplice e al tempo stesso complicata...

Una sorta di dolce ossessione, quella per il cinema, vissuta però con serenità ed entusiasmo, passo dopo passo, con metodo e applicazione. Tanto che a giugno, terminato il linguistico (parla già correttamente inglese, francese e spagnolo), dalla sua Palermo si trasferirà, sogni e bagagli, in pianta stabile a Roma. "Per studiare e studiare ancora e per cavalcare eventuali opportunità -racconta Giulia- anche se di fatto già adesso, a Roma, colpa e merito della Borsa di Studio vinta all'Actor's Planet di Rossella Izzo, ci passo del gran bel tempo"...

La vera meta è Hollywood (tanto che è là che aprirebbe il suo bar e comunque, "ovunque l'aprissi, chi ci entrasse sempre a Hollywood si sentirebbe, circondato dalle varie gigantografie di Marylin, Bogart e Jack Nicholson", rivela sorridendo) e il viaggio è ancora lungo: "Lunghissimo -ammette- tanto che per ora appartiene al sogno o in ogni caso a quella sfera parallela dove è permesso non tenere i piedi per terra ma intanto un bel vantaggio ce l'ho: adoro viaggiare"...

 (ph: Aiello)

A proposito di bar e di locali, Giulia spesso fa una scappata con le amiche in quello di famiglia, un pub-enoteca (Le Cantine by Todaro, appunto) dove si trova dell'ottimo vino ("A me piace moltissimo il bianco, ma non prendetemi per ubriacona", scherza) di produzione propria e qualitativa. Giulia (foto sotto) ha anche posato per l'azienda e il marchio di famiglia...

Il cammino nel mondo dello spettacolo è cominciato per gioco o, meglio ancora, per caso: "Avevo 12 anni -ricorda- quando io e mia madre siamo passate davanti a un negozio di scarpe del centro. Ci siamo entrate e non ho resistito a infilarmene subito uno slanciatissimo paio col tacco, da gran dama. Un po' che di anni ne avevo 12 ma fisicamente ne dimostravo già 20, un po' per la divertita sfrontatezza che avevo nell'atteggiarmi e recitare una volta calzate, fatto sta che il proprietario del negozio mi volle a tutti i costi per la sfilata della settimana dopo. Tutto partì da lì ("in passerella, tra tante modelle famose compresa la compagna del calciatore Pastore, la presenza di una baby-modella come me fece rumore e notizia") ma sarebbe potuta cominciare in qualsiasi maniera o in qualsiasi altra occasione perché a Giulia, la voglia di ribalta e il piacere di mostrarsi, lasciare il segno e piacere non glielo toglierebbe un intero esercito di demoni inferociti e poi c'è anche il caso che la cosa faccia parte del suo dna e, più ancora, del suo destino...

Via libera alle sfilate, alle prime foto per marchi e case importanti ("tra la passerella e una foto dove posso esprimermi al meglio, sceglierei sempre la foto -confessa- perché la sfilata passa, la foto resta e posso metterci dentro molto di me o di quella che scelgo di essere, diventare, imterpretare"), ai primi scatti, ai primi concorsi di bellezza. Molti dei quali vinti, grazie a sguardi che per chi li ha visti erano insieme il primo e secondo tempo di un film e anche l'intervallo, a movenze a tratti da diva e in altre da cucciola di leoncino sperduto, a forme d'incanto ma misurate, a un sorriso e un'espressività che non conosce catene o confini. E a quella stramaledetta (per le altre) voglia di vincere, di correre e di arrivare, step by step...

Nel 2012 ha 15 anni ma già presenta e conduce eventi, l'anno successivo viene eletta "Miss Città di Palermo" e, con quella fascia, nel 2014 oltre alla conduzione della trasmissione calcistica "Contropiede") arriva alla corona di "Una Ragazza Per il Cinema", roba che tra sogni e premonizioni potevano dargliela direttamente, senza perdere il tempo della gara; scherzi a parte, è lì che stringe amicizia con Fiorella Mari e viene notata da Rossella Izzo che appunto con la Borsa di Studio l'anno dopo la chiama a Roma.

Qui studia e incontra tra gli altri Brizzi, Moccia, Brignano, Miriam Catania, Stefano Reali e altre personalità di quel mondo, del suo mondo, lei, ragazza che ama dramma e commedia e che ha in qualche parte del cuore gusti da veteromane: Sophia Loren come attrice preferita, Giancarlo Giannini come attore e "La Dolce Vita" di Fellini come principe sovrano di tutti i film...

Intanto tanto teatro (adora il rapporto con il pubblico, lo scambio di energie e anche -perché no?- gli applausi, ma c'è sempre quel fuoco sacro per il cinema, acceso fin dentro l'anima), compreso un monologo in cui interpreta proprio la Monroe e più di un contratto importante da testimonial. Il tutto senza mai trascurare la scuola e qualche clip musicale che le "gusta mucho" girare, non foss'altro che in fondo, sono pur sempre dei piccoli film...

Ama il rosso, i cani ("ne ho due, fanno parte della mia vita"), l'America, il sole, il ridere ("se un ragazzo non mi sa divertire non ha speranze, con me", avverte) e certe malinconie "più o meno leggere" ma, comunque, "intense"...

Del suo corpo promuove a pieni voti gli occhi e le labbra, mentre "odio i miei piedi, che dopo 15 anni di danza praticamente sono palmati e, scherzi a parte, non mi dispiacerebbe una taglia abbondante di più di seno"; trova che il pregio migliore del suo carattere sia "il carattere, nel senso di avercelo e pure tosto, forte, determinato" mentre il peggior difetto sia la "testardaggine, per non dire di quanto possa risultare insopportabilmente permalosa"...

Si trova sensuale e pensa che la sensualità sia un'arma naturale che ha comunque imparato a gestire. Se fosse un regista si sceglierebbe per quella e per come riesce "a entrare nella parte e nel personaggio, fino a diventarlo, esserlo" e invece "si scarterebbe per la limitata esperienza salvo poi riflettere che se non gliela si fa mai fare, a un'attrice, l'esperienza, è difficile diventi un'attrice esperta"...

Ai primi posti delle cose per cui vale la pena di vivere Giulia mette "recitare" (non ci crederete), "ballare" e "viaggiare" mentre, avesse una bacchetta magica, farebbe sparire dal mondo l'invidia, gli invidiosi e la povertà ("che non è solo una questione di soldi ma anche di come farli e di come usarli", dice)...

Ama la musica, ne ascolta tanta, soprattutto il pop ("in questo momento mi viene in mente Ligabue, che pure passa per rocker ma al pop si avvicina molto e la cosa -incalza- non mi dispiace") e ha un rapporto davvero "speciale con mia madre, che è anche amica e sorella; e lo è sempre stata"...

Le piacciono gli abiti eleganti, è attratta dai tacchi preziosi e raffinati ma vive arcicomoda in un bel paio di jeans e gran parte del tempo lo passa con le scarpe da ginnastica.

 (ph: Giuseppe Arnone)

E' bella, bellissima. Di una bellezza particolare, spontanea e ricercata, esplosiva e delicata. Come si diceva prima semplice e complicata. Come il più vero dei sogni, difficile e inevitabile.

Una bellezza unica quella di Giulia. Unica ed impossibile. Peccato -anzi, per fortuna- che, per Giulia, l'impossibile non esista...

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