Parole&Pensieri

Sanremo e i suoi mandanti

4 Febbraio 2018

Ci siamo. O meglio -cioè peggio- alcuni ci sono e/o ci fanno: tra poco sarà, anche, quest'anno, Sanremo. 

Bene, cioè male, perchè a dispetto delle tante claque che hanno gridato al miracolo, per esempio, all'eliminazione delle eliminazioni spiegando come si tratti di una mossa decisiva per rimettere al centro la musica e le canzoni a discapito dello show televisivo, punto primo anche quest'anno sarà più che altro -se non solo  soltanto- uno spettacolo televisivo (magari meno emozionante e con il rischio di ritmi ancora più lenti, un po' perchè a condurlo non ci sono conduttori e un po' perchè -piaccio o no- le eliminazioni -anche quelle farsa e pure la farsa assoluta dei ripescaggi- mettevano un pizzico di sale e qualche polemica più o meno pepata -e più più che meno costruita intorno al rito infinito delle cinque serate cinque di mamma Rai), punto secondo perchè il vero scopo dell'eliminare le eliminazioni era il convincere qualche big in più ad arrischiarsi in gara e, fatta forse l'eccezioni di Mario Biondi e -dopo la volgare eliminazione dell'anno scorso - di Ron (che per me resta un grande ma a dirla tutta va detto che il mercato dei dischi se lo fila solo di striscio, tipo la Gazzetta dello Sport l'ippica dal dopo Varenne in poi), anche qui si è fallito clamorosamente, perchè non è che Red Canzian (artista e persona speciale, di valore e valori) o Noemi piuttosto dei Decibel o di Barbarossa (uno dei miei preferiti, con Gazzè, in attesa di sentire cosa si sono inventati per il binomio "doppia emme" Moro-Meta), nè tanto meno gli Elii dall'addio facile avrebbero altrimenti rinunciato e ancor meno l'escamotage è servito a portare in gara Tiziano Ferro, Vasco, Eros, Elisa e neppure la Pausini che a Sanremo ci sarà ma come ospite, intanto incassando invece di spendere, poi con tanto di prefisso "Super", infine promuovendo nuovo album e tour, alla faccia di chi per provare a farlo si è dovuto sciroppare selezioni e manfrine, più le seconde delle prime.

Attenti, tutto 'sto sproloquiare non certo a rimpiangere l'ultima edizione targata Conti (miracolata dal Gabbani-Karma) piuttosto della penultima, ugualmente di Conti ma senza alcun miracolo, solo per mettere noi le mani avanti e voi sull'avviso, riguardo a questa, con Baglioni direttore artistico

Baglioni che nelle cosiddette selezioni è da una parte rimasto prigioniero dei propri gusti (e fin qui ci può stare, anche se per fare due esempi, la grandezza di Baudo e Bonolis era di cercare di non celebrarsi e se possibile anticipare il mercato) e dall'altro ostaggio di chi, per affetto, amicizia e pià che altro interesse gli ruota intorno. 

Un po' sindrome di Stoccolma, più probabilmente banalissimi conflitti di interessi ed ecco chi ha vinto e convinto il buon Claudio, che tra conduzione del Festival, del DopoFestival e marchetta ha schierato l'intero cast, per non dire l'intero film di Muccino e fin qui, de nuevo, ci potrebbe anche stare ma soprattutto ha convocato per più del 70% artisti -vabbè, in certi casi basterebbe chiamarli cantanti- della Friends & Partners e per il 50% dell'intero gruppo dei cosiddetti big uomini (tanti) e donne (poche) targati Sony.

Due dati che si commenterebbero da soli -come del resto la terza presenza a Sanremo in quattro anni di tale Giovanni Caccamo, di cui probabilmente neppure gli amici più cari ricordano non dico le sue canzoni ma almeno il titolo- ma aggiungiamoci che il resto degli spazi se li sono presi la Caselli e Suraci di Rtl (autentico boss con Conti) e, soprattutto, che la Sony è l'etichetta di Baglioni (pronto a uscire con il nuovo album) e la Friends & Partner ne è il tour operator, nel senso del management, che ha già cominciato a battere e a sbatterci (negli spot, in faccia e non solo) i nuovi live del buon Claudio ed ecco che le perplessità aumentano.

Le canzoni aspettiamo di ascoltarle e andare a nostra volta a gusto, prima di giudicarle. ma intanto, posto che i promo di questo Sanremo sono oggettivamente tra i peggiori (e con minori richiami alle canzoni e alla storia del festival), per favore si abbia la decenza di non tentare di far passare Baglioni e la sua direzione come libera e indipendente nè i cambiamenti di questa edizione in favore della buona musica, tanto più, cioè ancor meno, che si è levata la serata delle cover, dove -tranne in rari casi di profanazione e stupro dei brani- le belle canzoni erano comunque assicurate mentre la serata dei duetti rischia di moltiplicare -e in qualche caso di peggiorare- le brutte... 

Chi avresti voluto vincesse Sanremo?

Vota il tuo artista preferito (e il suo brano) al Festival

0.75% Roby Facchinetti & Riccardo Fogli

0.00% Nina Zilli

1.50% Giovanni Caccamo

0.75% Enzo Avitabile & Peppe Servillo

3.76% Ornella Vanoni, Bungaro & Pacifico

0.00% Renzo Rubino

0.00% Decibel

0.75% Elio e le Storie Tese

0.75% Mario Biondi

2.26% Noemi

5.26% The Kolors

3.76% Diodato & Roy Paci

17.29% Lo Stato Sociale

11.28% Ermal Meta & Fabrizio Moro

1.50% Le Vibrazioni

12.78% Ron

13.53% Max Gazzé

11.28% Luca Barbarossa

6.77% Annalisa

6.02% Red Canzian

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