Parole&Pensieri

Sanremo 2018, ovvero come rovinare le canzoni degli altri

8 Febbraio 2018

Ieri, cioè appena qualche mezzoretta fa, è andata in onda -e in messinscena- la seconda puntata di Sanremo 2018.

Bene, cioè male, perchè a parte qualche intervento più o meno "esterno", se non al Festival almeno alle canzoni del Festival - mi riferisco al pippone su e di Pippo Baudo (sempre bene in tv perchè è la tv) e a quelli di Vecchioni e del Mago Forest (relegati, come orario a quando ieri era già diveentato oggi), di cose veramente belle e originali se sono viste -e soprattutto sentite- davvero pochine, forse giusto l'estemporaneo Despacito di Favino e Michelle, le tette (non propriamente "spontanee") della stessa Hunziker, la trovata (già trita, se non ritrita) del "congiuntivo" dell'altro Baglioni, parte del testo di Mirkoeilcane e la balena nello spot della Liguria, che è una cagata pazzesca ma, in quanto tale, originale lo è...

Anche con gli ospiti, più o meno super, a parte appunto la classe di Vecchioni nel raccontare la "parabola" di Samarcanda e nel citare "Caruso", "La Donna Cannone" e "La Guerra di Piero" come vento capace di spettinare i confini tra canzoni e poesia e a parte, riappunto. le battute a varia temperatura (a tratti freddure, in certi casi calde, piccanti e addirittura un paio intimiste) del Mago, che dopo molto Fiorello e poco Favino è stato finora il terzo (e in trenta ore di show, contando anche i dopofestival diciamo non è un risultato esaltante) a farci ridere di gusto, si sono sprecate delle gran belle occasioni.

Come quella di avere Sting, prima costretto a cantare in italiano fino a "stuprare" in un colpo solo sia "Mad about You" sia "Muoio per Te", poi con Shaggy in una piacevole esibizione però a forti tinte e sospetti di playback, oppure come quella davvero sprecata di lasciare negli studi di "Storie Maledette" o ancor meglio direttamente a casa Franca Leosito invece di farle profanare quella "Questo Piccolo Grande Amore" che uno dice "in fondo è di Baglioni ed è bello che Baglioni ci scherzi su" ma poi se ci pensa bene primo in realtà è di tutti e secondo va bene se lo scherzo fa ridere, non come in questo piccolo caso (cioè casino) che manco vale la pena di piangere e al massimo li compiangi, nel senso che provi pena.

A proposito degli ospiti e delle canzoni di Baglioni, peersonalmente ho trovato quasi irritante il duetto tra il cantautore e Fiorello per "E tu", figuriamoci cosa potrei scrivere -extra censura- dello strazio de Il Volo (che avranno anche venduto milioni di dischi nel mondo, -sempre sia vero- ma questo non li rende per forza nè bravi nè sopportabili e ancor meno fa di loro dei grandi artisti, anzi, basta vedere ciò che il mondo fa di se stesso per capire che in fondo è l'opposto) che prima hanno ucciso tutta la meraviglia e l'intensità di "Canzone per Te" e poi, per tornare appunto a Baglioni, ridotto -con la sua colpevole complicità vocale- "La Vita è Adesso"  a un coro di esaltati dei gargarismi tutto preso a reinterpretare un brano di Cochi & Renato. 

Un po' meglio -solo un po' meno peggio- è andata con Biagio Antonacci, che non è mai stato Vasco Rossi e neppure Pupo, ma almeno punto primo non si è impegnato più di troppo (che non si dice ma è bello scrivere) a stravolgere la splendida "Mille Giorni di Te e di Me" e punto secondo la stessa canzone, arrangiata così e con tanto di orchestra di fiati e archi, non è regredita da capolavoro a stronzata.

Comunque peccato, perché ospitare al festival di Baglioni le canzoni di Baglioni cantate e vissute da Baglioni sarebbe stata una gran bella occasione. Perduta.

In più -cioè in meno ancora- lo stesso Baglioni si è poi preso inconscia -e purtroppo pubblica- rivalsa proprio con Roberto Vecchioni e la sua Samarcanda, storpiandone la semplicità canora per eccesso di tentato bel canto e l'intensità del racconto per limiti di vista e distanza, dal gobbo. Un vero, ulteriore, peccato, che ha sancito quanto dallo stesso Baglioni dato a Vecchioni per regola: ("Tutti conoscono questa tua canzone") dato che ogni regola ha l'eccezione che la conferma e in questo caso, l'eccezione su Samarcanda è ora agli atti: la conoscono tutti- Tranne Baglioni.  

 

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