Attualità

Sanremo: le pagelle dell'immediata vigilia

5 Febbraio 2019

EINAR, PAROLE NUOVE: Di nuovo, in parole e musica, c'è solo il riferimento nel titolo. L'idea del brano sarebbe quella di far ballare la gente, ma anche nel caso vi riesca, a caso, è un'idea sbagliata, manca la gallina intelligente. Voto: 2, d'incoraggiamento (a smettere)

MAHMOOD, SOLDI: Anche per l'altra cosiddetta "Nuova Proposta" c'è ben poco di nuovo e mal tanto di artistico, a cominciare dall'interprete, però non ci fosse stato il testo, avrebbe sfiorato la sufficienza. Peccato, soprattutto, per i primi tre versi: "In periferia fa molto caldo/mamma tranquilla sto arrivando/te la prenderai per un bugiardo". Roba che poi ci sarebbe stato alla grande un "comesefosseantani", ma non avrebbe fatto nè rima nè assonanza. Voto: 3, d'incoraggiamento (a noi che siamo dovuti arrivare anche al quarto, di verso)

BOOMDABASH, PER UN MILIONE: Nel titolo accostabili a Mahmood, nel brano a un tormentone estivo. Appunto, ai primi di febbraio sono un poquito fuori stagione. Voto: 4, per il reggae stile Pittura Freska

ANNA TATANGELO, LE NOSTRE ANIME DI NOTTE: E quella de li mortacci suoi. Lei è bella, non canta neppure male, ma il brano, pur con il ritornello che comunque resta, è tra l'improponibile e il pretenzioso. Meglio, molto meglio, la versione della "Muchacha Sexy". Che è tutto dire. Voto: 4

FEDERICA CARTA & SHADE, SENZA FARLO APPOSTA: Vero che nel titolo sembrerebbero quasi scusarsi, ma le scuse non sarebbero mai abbastanza. Possibile che non ci fosse una cagata, anche più cagata ma almeno con una mezza trovata in tutta la canzone, da preferire a questa tra tutte le pretendenti a Sanremo? Voto: 1, anche se sono in due

ARISA, MI SENTO BENE: Che Arisa si senta bene siamo tutti contenti ma, diciamocelo, non convinti. Il testo comunque non è male, l'interpretazione, almeno nel cd, sempre interessante e il brano niente affatto scontato, come struttura musicale. Voto: 6,5 ma rivedibile dopo la performance, in un senso o nell'altro

ACHILLE LAURO, ROLLS ROYCE: Classico esempio di vuoto pneumatico e di come il rumore sia quasi sempre meno musicale del silenzio. Il top sono le balle del testo: "Sdraiato a terra come i Doors/suono per terra come Hendrix". Roba che gli andrebbe spiegato il significato della parola "come". Voto: 0, senza offesa per tutti gli zeri

NEGRITA, I RAGAZZI STANNO BENE: Se più o meno di Arisa lo scopriremo solo vivendo. Comunque anche per loro la sufficienza c'è, grazie al tiro e alcune trovate in un testo peraltro non proprio originalissimo. Voto 6, per l'effetto Durex

FRANCESCO RENGA, ASPETTO CHE TORNI: Anche noi. Che torni a farsi scrivere canzoni su misura, dove magari è costretto a misurare a sua volta l'interpretazione. Questa, scritta (o almeno firmata) da Bungaro non è nè carne nè pesce, forse pesce un filo di più, ma si perde in un oceano di trita e ritrita. In tanti lo danno per vincente, ma non vincerà. Voto: 5, perchè comunque quando canta si riconosce, altrimenti anche meno

NEK, MI FARO' TROVARE PRONTO: Altro dato da quasi tutti tra i favoriti. In effetti potrebbe anche vincere, tra mediocrità, consensi e il duetto con Neri Marcorè. La canzone è come un cocktail improvvisato, per 1/4 acchiappa anche perchè orecchiabile, per 2/4 del tutto inutile e per 1/4 al limite del fastidio. Tra i colpevoli, pardon, gli autori, firma anche il figlio di Biagio, inteso come Antonacci ed è una sorpresa. Che Biagio abbia avuto un figlio, s'intende. Voto: 5,5

IRAMA, LA RAGAZZA CON IL CUORE DI LATTA: Pronto a ricevere orde di voti dal televoto, al Festival si presenta con una canzone da neomelotico in formato pseudo rap senza rap. nel testo qualche furbata di troppo, per il resto tutto il resto è di troppo uguaglio. Voto: 5, con due punti bonus per non sembrare il vecchio che disapprova i gusti dei giovani

NINO D'ANGELO & LIVIO CORI, UN'ALTRA LUCE: Una bella canzone, anche originale e per certi versi radiofonica. Il testo è molto credibile in bocca a Nino, non fosse altro perché è per lunghi tratti in napoletano. Che è una lingua internazionale e rende bene la musicalità del tutto, anche laddove -o lacchi- non si comprende al primo ascolto. Voto: 6,6, per dargli almeno un decimo più che ad Arisa

ENRICO NIGIOTTI, NONNO HOLLYWOOD: Potrei sembrare di parte, non fosse altro perchè lo sono, ma decidessi io farei vincere Enrico con cui ho lavorato e posso garantirne bravura e creatività. La canzone è nel suo stile ed ha, quindi, un suo stile. Curioso e interessante anche il duetto con Paolo Jannacci, uno che tra i figli d'arte, è un gigante. Voto: 8, perchè andrebbe bene anche allo Zecchino

LOREDANA BERTE', COSA TI ASPETTI DA ME: Testo e musica che sembrano scritti per Vasco Rossi, o al limite per gli Stadio (gaetano Curreri infatti è tra gli autori, sempre meglio del figlio di Antonacci) oppure, se proprio proprio, per la grande Bertè di tanti anni fa. Che non c'è più, come interprete, anche se nè la Rai nè i media in generale se ne sono accorti. O forse non hanno il coraggio di dirglielo. Idem dicasi per Baglioni. Voto: 5, di nostalgia

PAOLA TURCI, L'ULTIMO OSTACOLO: Bello il titolo (specie per gli appassionati di steeple chase) e lei è tornata di moda, fino a figurare tra i favoriti. Ma arrivarci, all'ultimo ostacolo, sarebbe già molto. Voto: 6, di stima e per il verso "è bellissimo pensare di cadere insieme"

PATTY PRAVO & BRIGA: Fintamente originali ma credibili per davvero. La canzone non è nè bella nè brutta e lei ha conservato quel quid di carisma, alla faccia dell'aver perduto pure il filo di voce che aveva. Voto 6, sia pure di cera

IL VOLO, MUSICA CHE RESTA: Canzone perdibilissima, a dispetto del titolo. Poi i gusti sono gusti e magari vendono 2milioni di copie. Molto magari. Voto 1, anche se sono in tre

MOTTA, DOV'E' L'ITALIA: Lui è bravo e il progetto abbastanza innovativo, però manca la ciliegina. Un panettone senza uvetta. Bene arrangiato e ben prodotto, anche se non del tutto coerente, cosa che non sempre è un difetto, alle volte sì. Voto 6,5

DANIELE SILVESTRI, ARGENTO VIVO: Facile pronosticargli il Premio della Critica o qualcosa di simile. La canzone è bella, all'altezza di un cantautore che ha avuto tra i meriti anche quello di non inflazionarsi e sapersi dosare. Pregevole il testo, diretto ed ermetico in un tempo solo, anche nel lungo intervento del rapper Rancore. E comunque, senza voler drammatizzare per forza il dramma, cantare a Sanremo "Se c'è un reato commesso là fuori è stato quello di nascere", è pur sempre un atto di coraggio. Bene, bravo, (voto) 7+

EX OTAGO, SOLO UNA CANZONE: Bella l'idea di cantare l'amore maturo, dei piccoli gesti complici del quotidiano. Oltre l'idea si va però pochino e in più -cioè in meno- non si capisce nè il titolo nè cosa ne sappiano loro, che in fondo sono ragazzi. Voto 5,9, quasi 6

GHEMON, ROSE VIOLA: Brano che risulta artatamente sensibile ma comunque arriva, anche nelle parole e le immagini del testo, diretto come un treno in corsa che però non spinge al massimo. Voto: 6, quasi 5,9

ZEN CIRCUS, L'AMORE E' UNA DITTATURA: Testo abbastanza "forte", musica e arrangiamento al tempo stesso facili e controvento. Comunque vada sarà un successo. Voto: 7 anche per l'ironia a tratti surreale, a volte di denuncia sociale, come per il verso "porte aperte, porti chiusi"

SIMONE CRISTICCHI, ABBI CURA DI ME: Brano molto recitato, testo poetico e un po' ruffiano, crescendo musicale tra Cristicchi e Cristicchi, positività stile Cantico delle Creature. Un concorrente, forse meno spontaneo, per Silvestri in ottica Premio della Critica e per tutti sulla vittoria finale. Peccato il duetto con Ermal Meta, che a quel punto sarebbe stato meglio con Bisio o con la Raffaele, per non dire di Baglioni o Peppe Vessicchio. Voto 7, ma work in progress

ULTIMO, I TUOI PARTICOLARI: Primo tra i vincitori annunciati, la canzone è una bella ballata d'autore e d'amore. Senza guizzi di genio ma senza cadute di stile. Se la è ben cucita addosso e in effetti può aspirare al trionfo, se non ai punti almeno in radio e nei download. Duetta con Fabrizio Moro, che è nettamente meglio di Ermal Meta anche se forse resta peggio di Bisio. Voto: 7,7, quasi come Nigiotti

 

 

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3.70% Ornella Vanoni, Bungaro & Pacifico

0.00% Renzo Rubino

0.00% Decibel

0.74% Elio e le Storie Tese

0.74% Mario Biondi

2.22% Noemi

5.19% The Kolors

3.70% Diodato & Roy Paci

17.04% Lo Stato Sociale

11.11% Ermal Meta & Fabrizio Moro

1.48% Le Vibrazioni

12.59% Ron

13.33% Max Gazzé

11.85% Luca Barbarossa

7.41% Annalisa

5.93% Red Canzian

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