Attualità

Red e la musica, un amore bambino

12 Giugno 2018

Red Canzian è uno speciale. Artista e persona, forte di quell'ingrediente che spesso sa fa scattare la marcia in più: la passione.

L'entusiasmo di un bambino, in un uomo che fin da bambino ha saputo amare la vita e viverla attraverso la musica, sentirla dentro e cercarla sempre ("Anche dentro quella radio enorme con due grandi manopole -ricorda Red, che ai tempi aveva 6 anni- dove qualcuno si era di sicuro nascosto e cantava Ciulifruli -cioè Little Richard con Tutti Frutti, ndr- con un ritmo capace d'impossessarsi di me"), viverla come punto di riferimento ed amica, porto sicuro e insieme avventura, scoperta, stupore e meraviglia.

Dopo 60 anni, eccolo, insieme a Lo Stato Sociale e a Barbarossa, tra le belle sorprese del Festival di Sanremo. Una rivelazione, anche per chi lo aveva seguito in altre "escursioni" ed esperimenti "extra Pooh", fin da "Domandalo al Cuore" ("...E non so quale amore fa vivere/a che stella mai credere/se una stella ce l'ho...") brano firmato da Roberto Vecchioni.

Buona l'idea di "Ognuno ha il suo racconto", la canzone "suonata" senza computer, l'eleganza di alcuni versi che, appunto, raccontano l'unicità di ogni esperienza, di ogni voce (e perfino coro) perchè "ognuno ha il suo esclusivo canto"), splendida la grinta da interprete e l'intenzione rock pulita fin sotto pelle, ma dove si può -e al di là dei gusti bisogna- parlare di lavoro davvero straordinaria è per l'album "Testimone del Tempo".

Un'opera circolare, un libro aperto e richiuso per poi riaprirlo, un disco ("Sarà anche una nicchia -diceva in sede di presentazione- quella di quelli che continuano a pensare a una musica fisica, vinili e cd, e insieme anche le cassette, ma è una gran bella nicchia, fatta anche di copertine, testi e perfino profumi tutti da gustare") incompiuto e insieme completo. "Sono molto soddisfatto, felice di questo album, per come l'avevo immaginato e pensato e per come l'abbiamo realizzato, io e i miei compagni di gioco, mestiere e avventura. Penso sia opera completa in quanto ci abbiamo messo tutto quello che volevamo metterci, compreso il lusso di un brano ("Cantico", ndr) che dura quasi 9 minuti e sia al tempo stesso incompiuta perché ho appositamente lasciato la finestra aperta, per quando mi riuscirà di scrivere la mia canzone perfetta, tipo Imagine o Yesterday", scherza Red.

Nel brano di Sanremo (video sotto) si distinguono anche i cori della figlia Chiara (una delle voci più interessanti -specie ora che si è un po' sporcata di vita, amore, distacco e rinnovato impegno- del panorama musicale italiano) e la batteria di Phil Mer, figlio avuto con Beatrice, seconda moglie di Red (Chiara è nata dalla prima, la bella e brava cantante Delia Gualtiero).

  

Chiara (sguardo profondo e cerbiatto), tra l'altro, giganteggia in "Cantico", interpretando una Natura materna e severa, offesa e violata ma non vinta, capace di perdonare e ammonire in un tempo solo e di concedere all'uomo di oggi il tempo e lo spazio per tornare su certi passi e andare avanti, ripartire e ripensare ad ambiente, misura ed esistenza, mentre Phil, oltre a suonare la batteria in più brani è anche arrangiatore di alcuni e in molti di questi ha saputo "asciugare" i suoni in maniera elegante, a dipingere la forza delle parole con tinte e colori giusti, carezzevoli...

 

(Chiara Canzian)

Niente a che vedere col nepotismo, ma una scelta di campo e di vita: "A parte che senza la voce di Chiara e la condivisionne del suo impegno sociale ( Cantico, per esempio, nemmeno sarebbe mai stata concepita), una delle cose più belle accadute per questo lavoro, che è un po' un regalo chee mi sono fatto, è stato il fare la mia musica con le persone a me care e sulla stessa frequenza. E non mi riferisco -spiega- solo alla mia famiglia, comunque importantissima e capace di essere sincera fino in fondo nel giudicare quello che si stava tirando fuori, ma anch agli amici cui mi sono rivolto, per i testi, gli arrangiamenti, le foto e perfino per l'avventura Sanremo". 

"Abbiamo composto e suonato in cerchio -aggiunge Red- con il fonico pronto a registrare quando eravamo pronti, con il gusto di stare insieme, creare divertendosi, sperimentando".

Il risultato sono 13 canzoni, a tratti diverse tra loro ma con un filo comune neppure nascosto: la sua musica, quella che ha "sempre voluto fare da grande", quel bambino che davanti alla musica è sempre rimasto, che si trattasse di prog rock, piuttosto che di blues, di una ballata acustica o di un pop comunque particolare e personalizzato". 

Dopo "Ognuno ha il suo racconto" ecco che, nella circolarità del progetto, la volta di "Cosa Abbiamo Fatto Mai", firmata con Miki Porru, altro brano che ha per tema -ripreso poi in chiusura proprio da "Cantico"- il caos e i disastri perpretati dall'uomo sull'ambiente, gli animali e in ultima analisi anche e soprattutto sull'uomo stesso, il più delle volte in nome di un progresso che progresso non è e non ha certo migliorato la qualità della vita.

Le parole de "La Notte è un'Alba" portano la firma di Ermal Meta, un po' un "prezzemolino" dei testi e forse fin troppo "a la page" ma scelto da Red non per seguire la moda ma perché convinto fosse l'autore giusto al posto giusto, tanto da avergli affidata anche "Da Sempre".

Se Meta in due canzoni non graffia più di tanto (eccezion fatta che per il verso "La notte è un'alba con gli occhi chiusi"), Porru riscatta subito l'album con "L'Impossibile", vero e proprio inno all'amore e alle energie che l'amore sa sprigionare: "Noi possiamo l'impossibile/ le rose nasceranno anche in inverno tra di noi/noi possiamo l'impossibile/perché ho le gambe che mi vanno ovunque vai" e poi ancora "c'è sempre un areoplano per scombinare il cielo"...

Semplicemente meravigliosa -e meravigliante- la ballata di Johnny Hallyday "tradotta" da par suo da Enrico Ruggeri in "Meravigliami Ancora", forse il brano dove l'enfasi canora di Red colpisce al centro il bersaglio delle emozioni quando sussurra e urla al cielo, in maniera semplice e mai di maniera, appunto, "Ma tu meravigliami ancora e credi ancora in me" oppure con le strofa, a voce calda "Ed ogni giorno si parte e si va per dare il meglio e il peggio di noi"...

Ruggeri torna con "Per cercare di capir le donne" e due brani arrivano pure da Vincenzo Incenzo, uno, "Quello che sai di me" in solitaria e l'altro, "Cantico", in coppia con un certo Renato Zero e due i testi firmati anche da Fabio Ilacqua, autore di "Reviens Moi" e di "Eterni per un Attimo" mentre una sola canzone, entrambe di peso e spessore, è arrivata da Gabriele Cannarazza ("Presto, Tardi, Forse, Mai") e per il grande Ivano Fossati, che ha letteralmente "cucito" addosso a Red la splendida "Tutto si illumina".

Insomma un album, pardon un disco, d'impegno e d'amore.

E un amore di disco... 

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0.77% Roby Facchinetti & Riccardo Fogli

0.00% Nina Zilli

0.77% Giovanni Caccamo

0.77% Enzo Avitabile & Peppe Servillo

3.85% Ornella Vanoni, Bungaro & Pacifico

0.00% Renzo Rubino

0.00% Decibel

0.77% Elio e le Storie Tese

0.77% Mario Biondi

2.31% Noemi

5.38% The Kolors

3.85% Diodato & Roy Paci

16.92% Lo Stato Sociale

11.54% Ermal Meta & Fabrizio Moro

1.54% Le Vibrazioni

13.08% Ron

13.85% Max Gazzé

11.54% Luca Barbarossa

6.15% Annalisa

6.15% Red Canzian

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