Attualità

La canzone di Irama è come lo yogurt: fa cagare...

8 Febbraio 2019

MAHMOOD: Il testo di questa cosa avrebbe potuto scriverlo Rocco Casalino -e non è un complimento- tanto è brutto, ma lui è bravo e "in progress". Rispetto a Einar (ammesso che Einar lo meriti, rispetto), come giovane è un gigante. Anche se nel complesso e musicalmente, di giovane, c'è ben poco. Voto 6, per il coraggio, tanto che è al Dopofestival ha scelto di "interpretare" Paolo Conte.

ENRICO NIGIOTTI: A Sanremo tutti si dicono emozionati e portatori più o meno sani di canzoni molto "proprie" ed autentiche. Lui non lo dice ma emozionato lo è davvero e la canzone la vive davvero, a costo di qualche imprecisione. Il testo è semplicemente bello e la musica anche. Forse solo l'arrangiamento sarebbe da migliorare. Tra i miei contatti la bellissima Bianca -che è una veteromane cresciuta a De André, Guccini e adesso Fabi e Bianco - dice che scrive "vecchio". Non mi sembra e comunque ben vengano i vecchi se i giovani sono Irama, federica Carta e Shade. Voto 8 e 3/4, anche se sono di parte. Anzi, anche perchè lo sono...E perchè, in un testo intimista, riesce denunciare lo strapotere dell'inglese e dei social che non consentono, più, di socializzare...

ANNA TATANGELO:   Come musica non è certo il mio genere, ma come interprete riesce a convincere. Perdibile, ma dignitosa. Bello il titolo. E l'abito. Voto 6

ULTIMOAltro che mette a nudo una storia vera e davvero sua. Il testo è bello, l'intensità ottima. Speriamo lo lascino vincere anche da favorito. Voto 8 e 1/4, con il plus (la u, mi raccomando, non con la a) della trovata sulla "tua voce al mattino che mi grida "Bu" e il minus delle sovrimpressioni tipo karaoke o meglio, cioè peggio, storia di Instagram.

RENGA: Il pezzo, in alcuni pezzi, è veramente brutto. In più -cioè in meno- pur con dei progressi rispetto a martedì, pure il cantante è sottotono rispetto ad altre occasioni. Si gioca molto stasera con Bungaro e l'Abbagnato, ma il tutto è comunque poco. Voto 5

IRAMA: A parte la giacca e le occhiate tra Silvan, Giucas Casella ed Einar. E a parte che c'è chi vorrebbe farlo vincere a tutti i costi, la mia l'ho twittata: è come lo yogurt. Fa cagare...Voto 1, d'incoraggiamento (a cambiare strada).

PATTY PRAVO & BRIGA: Questa poteva rispiarmarcela e lo doveva a se stessa. In più -cioè sempre in meno- chi le ha scritto il brano le vuole male. Briga, avesse il fiato, sarebbe forte. A pallacanestro. E poi, tornando a Patty, avete visto che bel nasino? Voto 1, mezzo per uno.

SIMONE CRISTICCHI: Ha stile e ha un percorso credibile. Vogliono fargli vincere il Premio della Critica, ma sia come testo sia, soprattutto, come musica e profondità, stavolta Silvestri gli dà un paio di giri. In più, cioè di nuovo in meno, stasera sfodera Ermal Meta che a parte per le fan è simpatico e vero quanto un calcio nei coglioni a Miss Italia. Voto 6 e 3/4, perchè, comunque, ha spessore.

BOOMDABASH: Meglio i Righeira e i Pitura Freska. E soprattutto meglio d'estate. Però non fanno male a nessuno. Voto 5-

MOTTA: L'unico Indie autentico del festival. Si sente il tocco, non dichiarato, del maestro Fabio Gargiulo. Voto 7-1/4 e non è malaccio neppure il testo. 

THE ZEN CIRCUS: Una sorta di Silvestri di gruppo, forse meno bravi a essere commerciali (che non è sempre un difetto, anzi) e con la voce cantante meno simpa. Comunque bravi. E rock (altro che quello di Achille Lauro). Voto 6++ 

NINO D'ANGELO & LIVIO CORI: Molto meglio ieri di martedì. Il pezzo è a tratti magico e loro due giganti. Le parti in napoletano a tratti sembrano penalizzare il discorso, ma punto primo sono un marchio di fabbrica, seconda cosa stavolta sono gli unici e dulcis in fundo aiuteranno molto le vendite. A Napoli specialmente. Voto 7, alla qualità.

ROVAZZI: Sicuro sul palco ma comincia a prendersi un po' troppo sul serio. Imbarazzante la dedica al papà e il casuale incontro con la mamma in prima fila, con tanto di battuta telefonata. Fa quello che vuole ma è quasi da rottamare. Voto 4,6 familiare (come una station) tanto più che passa la linea alla nonna...

VIRGINIA RAFFAELE: Brava ma non incide, fuori dalla cifra d'imitatrice. Ma la gag con Ornella vale il Festival (anche se molto del merito è, appunto, della Vanoni). Voto 6, con rimpianto.

PAOLO CEVOLI: Salvo eccezioni, di regola, non faceva ridere nemmeno a Zelig. Figuriamoci a Sanremo e dopo 3 anni... Voto 2. Uno a chi l'ha chiamato...

CLAUDIO BISIO: Non diverte e neppure sembra divertirsi lui. Un pesce, in gamba, fuor d'acqua. Voto 6, sulla fiducia e di stima, per talento e simpatia. Ah, il "numero" di "Ci Vuole un Fiore", pur a tratti ben recitato, è utile quanto lo sarei io alla guida di una Formula1 e "imbarazzante" come lo yogurt di Irama.

TOZZI & RAF: Vecchie glorie in possesso di successi che vanno oltre il tempo. Certo, da qui a spacciarli per super ospiti ce ne corre, ma a differenza di Irama, Einar, della Carta e di Briga questi, li conosco anche dopo Chiasso. Voto 6+

CLAUDIO BAGLIONI: Meglio delle altre sere, meno "pensieroso" e "legato". In compenso chi gli ha sistemato i capelli è da denuncia e perde ancora l'attimo (e il tempo) con Venditti. Voto dal 5 al 6

ORNELLA VANONI: Unico momento della serata di comicità volontaria. La classe non è acqua (che infatti ha toccato poco, in "carriera"). Voto 8 e 1/2, tanto che Fellini ci girerebbe un film.

ALESSANDRA AMOROSO: Non la conosco ma non sembra cattiva. Però nemmeno un'artista da invitare a Sanremo come supersospite. Di certo è troppo magra, fragile e urlatrice, come tante voci del genere. Voto 5 di "comprensione"...

ANTONELLO VENDITTI: Simpatico quanto Di Maio a Macron resta un grande della musica italiana. E la tinta nera fa i capelli meno improbabili. Perfettibili i dialoghi, sia cantati sia parlati, con Baglioni ma la colpa non è sua (almeno non tutta). Voto 7 e 1/2, anche perchè, da 30 anni, ha uno stile interpretativo riconoscibile e di successo. E, in 30 anni, ha scritto e cantato alcuni capolavori. Poi ci conosciamo e mica posso scriverne male...

SERENA ROSSI: Sono di parte con lei, ma è davvero bravissima e talentuosa. Sia come cantante, sia come attrice. E il film su Mia Martini una chicca da non perdere, intenso, emozionante e vero, autentico. Voto 8, dodici a lei 4 a chi non l'ha presa in gara preferendole Einar e la canzone della Carta e Shade... 

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0.00% Nina Zilli

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0.00% Renzo Rubino

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0.74% Elio e le Storie Tese

0.74% Mario Biondi

2.22% Noemi

5.19% The Kolors

3.70% Diodato & Roy Paci

17.04% Lo Stato Sociale

11.11% Ermal Meta & Fabrizio Moro

1.48% Le Vibrazioni

12.59% Ron

13.33% Max Gazzé

11.85% Luca Barbarossa

7.41% Annalisa

5.93% Red Canzian

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