Attualità

Il Jungle Book di Jon Favreau è l'ennesima occasione sprecata dalla Disney

3 Maggio 2016

di Lorenzo Pulcioni

Confesso di essere andato a vedere il Jungle Book della Disney firmato in regia da Jon Favreau carico di eccessive aspettative. E confesso anche il motivo: la mia grande passione per il libro di Rudyard Kipling, compreso il suo adattamento "scoutistico" de Le Storie di Mowgli.

Ora, ognuno può avere i gusti che gli pare in fatto di cinema. Ognuno può avere la sua idea sui libri adattati in pellicola e sulla necessità o meno di aderire alla storia originale. Ci sono sempre, guarda caso, esigenze cinematografiche che rendono impossibile essere fedeli alla storia. Vero. Ma nonostante questo mi piange il cuore a leggere e sentire che il film ha sbancato al botteghino. In realtà non dovrebbe fregarmi niente, ma non ce la faccio. E' più forte di me. Già il cartone animato era stato per niente aderente al libro, per non dire fuorviante. Se possibile il film di Favreau fa anche peggio. Se siete andati a vederlo ciò che state per leggere non vi lascerà sorpresi. Se non ci siete andati e non volete spoiler, peggio per voi.

Non so se sia stato peggio vedere un Kaa tanto infame che nemmeno il Dandi di Romanzo Criminale o contraddire le più elementari regole dell'evoluzionismo dato che Mowgli resta sempre uguale per tutto il film, idem i suoi quattro fratelli di tana che restano sempre cuccioli, nonostante lo scorrere delle stagioni e del tempo sia chiaro e lampante. Pazienza che il libro sia un romanzo di formazione in cui Mowgli compare in fasce e se ne va ormai adulto nel villaggio degli uomini. E vabbè, esigenze cinematografiche. Ho davvero rischiato il coccolone però quando Baloo, maestro della legge per tutti i cuccioli del Branco dei Lupi di Seonee, tanto che per Kipling è l'unico non lupo ammesso al Consiglio della Rupe, per convincere Mowgli a rischiare la vita per lui e per il suo miele, per il quale ha una chiara dipendenza che nemmeno gli eroinomani su 'Amore Tossico' di Caligari, dice che "le leggi si possono aggirare". A Chil l'avvoltoio è andata peggio che nel cartone. Non si vede praticamente mai, se non per banchettare sul cadavere del povero Akela. Col cavolo che Favreau gli fa indicare la pista a Bagheera e Baloo per ritrovare Mowgli rapito dalle scimmie. A proposito delle Bandarl-log, da "popolo senza legge" arrivano ad avere persino un Re e manco tanto stupido. Lo avrete capito, sono combattuto, non riesco a trovare la cosa peggiore del film. Ma dovendo scegliere scelgo la morte rapida e senza gloria di Akela. Troppa fatica scomodare i Cani Rossi e farli venire giù dal Dekkan. E allora il colpo di genio del regista: il mitico capo branco grigio muore senza colpo ferire per mano, anzi per bocca, di Shere Kahn senza neanche fare una mossa. Un morso e ciaone Akela. La tigre poi a sua volte muore arsa tra le fiamme del Fiore Rosso, ricordando vagamente Gollum sul Monte Fato. Raksha, che nel frattempo è diventata capo branco compiendo una specie di colpo di Stato ai danni del povero Phao figlio di Phaona (mai sentito parlare di lui, scommetto, vero Jon?), anzichè "diavola" compare come una specie di "lupacchiotta madre" visto che il povero Babbo Lupo chissà dov'è finito. Ma d'altronde lui mica c'era sul cartone, e qui arriviamo al punto.

"Il libro risale a cento anni fa (è del 1894 per l'esattezza, ndr), il cartone animato Disney sta per compierne cinquanta: questo è il momento ideale per far conoscere Mowgli, il cucciolo d'uomo, alle nuove generazioni" ha dichiarato orgogliosamente il regista. Che ha aggiunto pure di essere cresciuto a pane e classici Disney. E forse sta qui il problema. Una letta al libro di Kipling poteva dargliela. Lui sarà pure orgoglioso, a me invece continua a piangere il cuore e prudere le mani. Spero che "Jungle Book: Origins" che uscirà nel 2017 e sarà diretto da Andy Serkis (il re del motion capture, famoso per aver dato vita a Gollum ne Il Signore degli Anelli) non offenda così tanto il povero libro di Kipling e non ci faccia passare definitivamente la voglia di andare al cinema.

Un appello alle mamme: non portate i vostri figli a vedere questo film!

Ti consigliamo

Chiacchiere da bar

TANTI TANTI AUGURI (in musica) DAL BAR

Acqua di Natale (Mina-Iacchetti-Vecchioni-Baglioni-Dalla) All I Want For Christmas Is You (Mariah Carey-Michael Bublè) Last Christmas (George Michael) White Christmas (Andrea Bocelli) Jingle Bells (Andrea Bocelli feat Muppets) Jingle Bells Rock (Bruce Springsteen)

24 Dicembre 2015

Chiacchiere da bar

Pianto greco, sportelli chiusi e Atene quasi fuori

La Grecia è a un passo dal default e, quindi, dall'uscita dall'Euro. Il referendum voluto dal capo di governo Alexis Tsipras dirà se i greci sono a favore o meno della linea "europeista" che vorrebbe le classiche lacrime e sangue per il rispetto delle condizioni necessarie a rimanere nella zona Euro. Il Parlamento ha votato il via libera al referendum con i voti della sinistra (che è al governo e spinge per votare 'no') e dell'estrema destra di Alba Dorata, da sempre su posizioni anti-europeista.

30 Giugno 2015

Chiacchiere da bar

E' il bar a creare opinione: "Più di radio, tv e s

Per 6 esperti su 10 il bar resta il luogo ideale per fare opinione. Che si tratti di calcio, politica, cinema o quant'altro non importa. Il bar si lascia sempre preferire. Soprattutto in confronto a radio, tv e social network. Tra “calciologhi” e “vippologhi”  i veri opinion maker sono gli “aperitivologhi”.

22 Maggio 2015

Chiacchiere da bar

Harmony of the Seas: la nave da primato solca i ma

Qualche sera fa, comodamente seduta sul divano con la mia dolce metà, in uno di quei momenti in cui potresti chiedere tutto (ma proprio tutto, perché tanto sei già sicura che la risposta sarà per forza affermativa) ho domandato (in realtà era più un imperativo): “Quando saremo vecchi (scusatemi, ma con la dolce metà il temine è lecito e non offensivo), andremo in crociera?”.

11 Marzo 2016

Chiacchiere da bar

Arnaldo Pomodoro in mostra a Pisa

Oltre cento opere tra sculture, progetti, disegni e documenti raccontano l’intera vicenda artistica del grande scultore Arnaldo Pomodoro, consacrato tra i più significativi del panorama contemporaneo.  

16 Gennaio 2016

Chiacchiere da bar

Il ponte delle spie: tiro a segno per Spielberg e

È “Il ponte delle spie” il film che sta riscuotendo un successo inatteso nelle sale cinematografiche in questi giorni di Natale. Secondo l’ultima rilevazione di Box Office di domenica 3 gennaio 2016, nel primo weekend di uscita in Italia, il film ha incassato 1.072.000 euro, mentre l’incasso nazionale totale corrisponde invece a 7.373.000 euro.  

6 Gennaio 2016