Altri sport

Le pagelle del Giro

28 Maggio 2018

di Redazione

Froome 9,5: In un Giro quantitativamente scarso per numero di campioni è partito ovviamente con i favori del pronostico ma complici una caduta e mezza e una condizione non ancora al top in molti lo hanno dato ben presto per spacciato e qualcuno addirittura per pronto al ritiro. Ora, al di là del fatto che al solito i soliti "saponi" hanno fatto la loro brava figura di cacca perché -cito il grande Riccardo "Magro" Magrini (9,6 per i colori e il gusto nel saper raccontare e vivere la corsa, dai microfoni di Eurosport)  che però lo dice in toscano e fa tutto un altro effetto- "di donne, cavalli e corridori bon ci ha mai capito nulla nessuno", si è ben visto come essere in ritardo di condizione all'inizio di una maratona di tre settimane possa qualche volta (spesso, se non sempre) rivelarsi un vantaggio e che comunque il più forte tra questi era ed è lui. In più ci ha regalato quella fantastica, epica, impresa  alla  e della 19ma tappa, roba che anche uno venuto da Marte a vederlo in fuga solitaria per 80 km si sarebbe innamorato di lui o del ciclismo, meglio ancora le due cose insieme. Si spera solo di non scoprire che la bici dell'inglese avesse il motorino o che la medicina per l'asma scoperta alla Vuelta non coprisse in realtà un doping, come quelle antiitumorali di Armstrong; meglio ancora -cioè in questo caso peggio, le due cose insieme.

Dumoulin 9: Regolarissimo e sempre a galla, generoso e brillante, unico della carovana a non incorrere in giornate storte e ad andare sempre dritto per la sua strada, in salita, in discesa, in pianura e a cronometro. Forse -ma contano anche le scelte dell'ammiraglia- un poquito esitante nella grande giornata di Froome, ma con i se, i ma e il senno di poi siamo tutti Batman, Messi e Eddy Mercks mentre ecchecavolo -sotto sotto lo canta anche Cremonini- serve qualcuno che voglia (e sappia) anche essere Robin. Un vero signora anche giù di sella, quando e come alla fine dice "Ha vinto il migliore", parole e musica di uno che sa perdere e vincere in bello stile.

Laura Betto 8: La Rai, nonostante le ospitate di un buon Cassani, il gran lavoro di un professionista come Pancani e qualche rracconto intrigante di Beppe Conti, perde il confronto con Eurosport nella vivacità delle cronache per colpa -cioè merito- come scritto del "Magro". Però la ciclista modello -anzi modella- è Laura, una che in bici ci è andata davvero e ci va per passione ed è sempre riuscita "misurata", mai invadente o fuori posto, sempre luminosa. Brava, oltre che bellissima e sensuale

YATES 7,5: Letteralmente desaparecido dalla graduatoria finale e, negli ultimi 3 giorni proprio dal Giro. Però, finché ha pedalato da Yates, ha mostrato mezzi non comuni e anche se per lui vale più ancora che per Froome il discorso su una forma precoce per reggere la terza settimana, non ci fosse stato lui e il suo gran vantaggio, Froome non avrebbe nemmeno dovuto attaccare. Many thanks, insomma

NIEVE 7: A lungo prigioniero di un sogno. Quello di Yates. Non appena il capitano crolla, ecco che il messicano festeggia alla grandissima il compleanno con una lunga fuga vincente, a Cervinia. 

CICCONE E CSF 6,5: Voto all'attivismo. Davide contro Golia, ma bella squadra e talento vivace

VIVIANI E POZZOVIVO 6: Entrambi con qualche pecca (il primo caratteriale e per il secondo la crisi della 19ma tappa), ma in pratica gli unici italiani (a parte Battaglin che è ormai "migrato") davvero protagonisti a certi livelli al Giro d'Italia

PINOT (nero) 5: Gran parte del Giro a corrente alternata, poi a luci spente con black out finale, vomito, ritiro e ricovero

 

GLI ORGANIZZATORI 4. Un Giro stupendo, ma il merito non è loro. Loro, sono invece l'idea -o comunque la scelta- di iniziare il Giro d'Italia fuori dall'Italia, a Gerusalemme e dintorni e di farlo finire, neutralizzato, tra le voragini romane, che non sono colpa della Raggi ma, soprattutto, erano da secoli in bella -cioè brutta- mostra e in qualche maniera calcolabili

ARU 3  Quando si dice "troppo brutto per essere vero". E' andato bene solo nei giorni di riposo...

NIBALI 1: Naturalmente si scherza ma, gli assenti,hanno sempre torto...

  

 

 

  

 

 

Le polemiche sul Grand National

Chi abolirebbe la corsa, chi chiede modifiche (distanza accorciata e ostacoli meno duri, ma anche un tetto numerico ai partecipanti) e chi invece sostiene che per restare speciale e unica, la corsa debba restare così com'è. E tu, come la pensi?

23.53% Mezzo miliardo di telespettatori e la storia di questa sfida consigliano di non toccare nulla

17.65% Nel corso degli anni sono morti dei cavalli, è un massacro da abolire

35.29% Il fascino resterebbe immutato anche con delle migliorie sulla sicurezza di cavalli e fantini

23.53% Non conosco bene la questione, ma il film è bellissimo

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