A briglia sciolta

QUELLA SECONDA VITA DOPO LA VITA "IN PISTA"

29 Novembre 2015

Chubby Horse nasce dalla voglia e dal bisogno, dalla sempre più sentita esigenza di trovare una soluzione per i cavalli a fine carriera o non più adatti all'agonismo.

All'inizio l'intenzione era quella di lavorare solo con i trotter che poi, alla fin fine, sono quelli più a rischio, ma dopo pochi mesi hanno cominciato ad arrivarci richieste da persone esterne all'ambiente, per ogni genere di cavallo.

Così ci siamo allargate, espandendo il nostro "bagaglio" e occupandoci dei tanti "casi disperati" in cerca di una nuova famiglia, di una seconda vita.

Chubby apre ufficialmente il 13 gennaio, da un progetto mio e di Martina de Vincentis, entrambe innamorate dei cavalli: io vivo l'ippica delle corse, vivo i trottatori, vivo i pregiudizi riguardo questo ambiente, mentre Martina gravita più intorno al mondo dell'equitazione e del salto a ostacoli, così compensiamo le nostre conoscenze.

 (Martina e Vicky, le "Chubby Girls")

L'idea di base è quella di dare ad ogni singolo cavallo, ad ogni singolo atleta, la giusta destinazione; che non è e non può essere il macello o il commerciante. Io personalmente "vivo" con un trottatore di 13 anni che si chiama Fargetta è che ormai mezzo mondo (tutto il mio, almeno) conosce. Sono cresciuta con lui; quando è arrivato in scuderia ero solo una bambina e per me lui è mio fratello... A fine carriera ho deciso con papà che non l'avrei dato via e così da quel giorno me ne prendo cura personalmente e lui ormai non corre più da tre anni, mangia, fa solo qualche passeggiata ogni tanto e ora è un ciccione ma sta con me e io con lui. Questione di amore, amicizia...

 (Vicky e Fargetta)

Ecco, ogni cavallo merita le stesse attenzioni, la stessa cura. Sia che abbia vinto e fatto guadagnare sia che non abbia mai "preso" un euro.

Ecco quindi Chubby Horse che, per l'appunto significa "cavallo paffuto". Tutti come Fargetta, beato e libero nel suo paddock e, soprattutto, coccolato e amato...

Prevenire è meglio che curare e così evitiamo proprio che il cavallo finisca nelle mani del commerciante o, peggio ancora, direttamente in quelle del macellaio; evitiamo situazioni drastiche e critiche, puntiamo sulla qualità perché conosciamo personalmente chi prenderà il cavallo e lo facciamo conoscere anche al proprietario precedente; vediamo i posti, valutiamo tutto l'insieme insieme (Martina, io e il proprietario) e quale può essere la destinazione, la persona, la situazione migliore per quel certo carattere, per quelle abitudini.

Qualità e, nel nostro grande piccolo, quantità: più cavalli salvi meno sono quelli che finiranno "in tavola".

Da gennaio a novembre abbiamo trovato una nuova casa -e una nuova famiglia disposta ad amarli per sempre- a più di 70 cavalli. Qualunque problema sorga noi ci siamo, pronte a impegnarci con tutte noi stesse per risolverlo.

 (Martina De Vincentis)

Con i trottatori non è sempre facile, più che altro per i pregiudizi della gente verso l'ambiente delle corse e l'andatura, ma anche grazie al prezioso aiuto della nostra amica Lorena Sorgenti (lei stessa ha preso e "adottato" da noi il super biondo Saraceno con il quale ha fatto un lavoro da far invidia a molti), gli insegnamo a portare la sella e iniziamo con loro un percorso di rieducazione così che chi gli prenderà non si trovi a dover iniziare da capo.

Non siamo un'associazione e non ci interessa diventarlo. Abbiamo iniziato con una semplice pagina Facebook e non ci aspettavamo di certo tutto questo "successo" ma si dice "fai del bene e non dirlo", e noi abbiamo fatto così. Siamo state premiate per questo, lo stand dei Chubby alla Fiera di Verona è un esempio, sono soddisfazioni immense anche se a volte non è per niente facile, anzi incontriamo un casino di ostacoli soprattutto da parte di persone invidiose e sinceramente non ne capiamo il motivo...

 (Vicky Demuru)

Alla fine non siamo né le prime né le uniche a fare ciò eppure siamo quelle più prese di mira e ne abbiamo lette di belle sui social ma poco ci importa perché quando hai la coscienza pulita funziona così.

La cosa più importante è che la gente di cui dobbiamo e vogliamo fidarci ha imparato a fidarsi di noi e, grazie a ciò, molti cavalli sono stati salvati da un destino barbaro. E noi ne siamo felici. Non poco. Tanto...

Personalmente lavoro, Martina studia e la stessa Lorena che spesso ci aiuta fa i salti mortali perché per lavoro viaggia. Tutto questo in teoria si era pensato di farla a "tempo perso" o meglio, nel tempo libero, magari a fine giornata. Invece la giornata ce la occupa tutta, almeno come intenzione, anche per le chiamate che riceviamo in ogni momento. Non è il nostro lavoro, aiutare i cavalli, non è l'occupazione primaria, quella scritta sulla carta d'identità. Ma è il nostro sogno, il primo regalo, la prima esigenza.

A buon intenditor...

VICTORIA DEMURU

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