A briglia sciolta

LA BANDOLERA JESSICA E LA MAGIA DEI CAVALLI

6 Dicembre 2018

Per la Gazzetta è "la donna che sussurra ai cavalli", secondo Feltri "la modella che batte i campioni" e Don Mazzi la descrive come "una ragazza di rara tenacia e attaccamento ai sogni, tanto da essere da esempio per tutte le persone che vivono momenti di difficoltà"

Una fanciulla speciale, insomma. capace dell'impresa clamorosa e unica di battere in una sfida a due addirittura il campione italiano dei guidatori professionisti.

La favola ippica dell'ingegnere meccanico Jessica "Bandolera" Pompa ha conquistato la ribalta dei media, al punto di interessare anche Sportweek America e occupare la home page del sito sportivo più importante di Malta

Jessy è una bella ragazza (grazie a servizi fotografici, clip, spot e qualche particina in film importanti come quelli di Bisio e Albanese si sta mantenendo agli studi), nativa di Fermo e originaria di Sant'Elpidio a Mare, con una sensibilità intensa, un'anima semplice e solare complicata a volte da qualche paura più o meno nascosta, come quella di essere davvero felice.

Faccia pulita, occhi e sguardo che ti afferrano il cuore (per non dire del resto) e una grande passione per la musica, il mare delle sue Terre, la natura, le fragole e per lo sport, in modo particolare per il calcio, l'atletica, i motori e la velocità, è arrivata all'ippica quasi per caso, da predestinata.

Un bel giorno di fine ottobre di qualche anno fa ("tanti giorni sono belli -racconta- ma quello di più") complici una foto e un filmato che la vedevano accanto a una mamma delfino e una sua partecipazione alla nazionale calcistica delle modelle, viene "agganciata" dal circuito delle stelle, quel gruppo di folli follemente innamorati del cavallo capaci per l'appunto di darsi all'ippica per beneficenza ma anche -e soprattutto- per divertirsi alla guida -sempre senza frusta- di meravigliosi trottatori in giro per le piste italiane.

Del circuito fanno parte, tra gli altri, campioni dello sport come Melandri, Moser, Chiappucci (e, per restare in ambito ciclistico, Bettini, Cassani, Magrini, Lelli, Pancani e altri), Bonini, Boniek, Manfredini, artisti della musica come Gigi Cifarelli, Vecchioni, Petra Magoni, Antonio Maggio e Chiara Canzian, vip della tv come Sara Santostasi, Barbara Clara, Matilde Calamai e Ferdi Berisa, attori come Bob Messini e Franco Trentalance (l'alternativa etica al porno di Siffredi), giornalisti del calibro di Vittorio Feltri, Claudio Sabelli Fioretti, Alberto Foà, Ghisalberti, Mastria e Morelli, manager come Chicco Testa e appunto, attrici e fotomodelle come lei.

Non esita un istante ad accettare: "tante volte, allora abitando per motivi di studi a Milano a due passi dallo stadio di San Siro, passavo vicino all'ippodromo del trotto, ma un po' perchè non conoscevo nessuno dell'ambiente e un po' perchè spesso è l'ambiente stesso a erigere barriere insormontabili e trastullarsi nel ghetto in cui si è chiuso da solo -ricorda- non ero mai entrata ma alla chiamata delle stelle ho sentito dentro di dover rispondere solo tre cose: certo che sì, non sono capace ma imparerò".

Cavolo se ha imparato bene, la piccolina. Tanto che dalla prima "lezione" alla prima corsa in programma il 25 novembre, ci sono solo tre settimane: "Bello, tanto bello -rispondeva a chi chiedeva dei primi approcci in sulky (il "carretto" da cui Minnucci guidava Varenne, per intenderci) - ma da qui a pensare di correre ce ne corre. Eccome se ce ne corre".

Invece no. Il 24 sera Jessica "approda" a Montegiorgio, vicino a casa, dove trascorre la notte che la separa dal debutto. Prima però la cena con gli ippici. Che invece di rassicurarla l'atteriscono: "Chi mi diceva che mi avevano dato un cavallo pazzo con istinti semiomicidi, chi che quel cavallo era prima di tutto un brocco e poi aveva messo in difficoltà fior di guide e chi sottolineava come per imparare a guidare un cavallo servono anni e io avevo giusto 6-7 lezioni. Insomma, un poquito di paura c'era già ma quella sera feci il pieno, anche perchè l'unica persona di cui mi sarei fidata ad occhi chiusi, quella sera non c'era".

Male, cioè bene, perché la paura quando passa è come per i bambini il Natale con la neve. E Jessy non solo supera tutte le paure ("il coraggio me l'ha dato proprio il cavallo, quando, di prima mattina, sono andato a conoscerlo e ci siamo parlati in silenzio, con gli occhi", spiega) ma recupera solarità e serenità e alla fine è lei a trasmetterle a Mitico Mark (un tipetto con zero vittorie alle cure di Giovanni Bronte, esperto ma sfortunato driver visto che l'ultima vittoria risale al dicembre 2010) e a compiere il primo miracolo: vincere!

Jessica sistema Mitico in terza posizione poi, quando tutti si aspettano che mollino la presa passano all'attacco e mentre tutti pensano non convenga spostarsi dalla corda loro spostano in seconda corsia perchè, da brava ingegnere, pensa che "forse si farà anche più strada ma con le curve paraboliche si entra in retta più lanciati" e dulcis in fundo, con lui, insieme a lui, attende lo sprint finale in un gioco di "carica" adrenalinica tra sè e il cavallo. 

Solo che il varco non c'è. E quando si schiude si apre un solo istante, un attimo troppo breve per essere colto anche dal più bravo e navigato dei professionisti. Troppo breve per tutti. Ma non per Jessy che lancia, cuore e zampe, Mitico in quel pertugio e il sulky oltre ogni ostacolo, al punto che non si sa come ma passano il traguardo (foto sotto guido Picchio) per primi ("io sorridevo felice di avere corso, non mi sono neppure resa conto di avere vinto -rivela- ma il cavallo sì, e sorrideva per quello") tra lo stupore del pubblico e del telecronista (Salvatore Mattii: "non esiste, non esiste...Jessica Pompa...").

Il tempo di uno sguardo al Cielo e di un tuffo al cuore nel ricordare ("e ringraziare, non mi abbandona mai e neppure io la lascio mai sola, abbiamo corso insieme") la nonna venuta a mancare da pochi giorni, per le foto di rito di un rito a lei del tutto nuovo e via, si torna a Milano, sui libri del Politecnico.

Un mese dopo, siccome la beneficenza sotto Natale è d'obbligo, il circo delle stelle torna all'ippodromo marchigiano per un'altra manifestazione a favore di Exodus, la fondazione di Don Mazzi contro le dipendenze e il parterre è pieno di nuovi fan della "Jessy nazionale", come la chiamano gli ippici, tanto che il suo cavallo, Lacoste Om, figura tra i più scommessi nonostante qualche acciacco di troppo e problemi di ulcere e frequenti emorragie.

All'improvviso però, come nelle favole, la favola sembra interrompersi e finire nel peggiore dei modi: una manovra spregiudicata di un avversario, una poco professionale di un concorrente e una un pochino maldestra di un veterano ed ecco che sulla prima curva in quattro finiscono a terra e tre in ospedale.

Anche Jessica, ricoverata in prognosi riservata, seguita e vegliata (per quanto permesso dai medici) dalla famiglia.

Forse dal Cielo ci mette una mano la nonna, forse una zampa Hippeus, il Dio dei cavalli, fatto sta che tutti (gli altri due sono il sindaco di Montecatini Beppe Bellandi e la giovanissima attrice Ilaria Pirri) escono sulle proprie gambe dall'ospedale.

Jessy per prima...

Però, per quanto aggiustata, non sembra tutta giusta: chiede di Beppe e di Ila, poi subito dei cavalli e in particolare del suo, poi, mentre mamma Sandra la sta ancora aiutando a infilarsi la tuta (il collo duole da matti e c'è un leggero spostamento di una vertebra) se ne esce bella con "non vedo l'ora di risalire in sulky e della prossima gara"

Ci sono i giornalisti in corsia. Erano accorsi seguendo l'odore del sangue, avevano pronti titoli drammatici; si "accontentano" volentieri della dolcissima follia di questa ragazza dalla passione inguaribile. 

Il giorno dopo, San Silvestro, lei torna a Fermo per accertamenti ("quella mattina ho capito che è stato il mio incidente fortunato - racconta - perchè quell'episodio ha convinto l'uomo che amo a rivelare il suo amore, anche se non abbiamo fatto in tempo a beccarci perché mia mamma mi ha messo fretta") mentre i giornali parlano tutti di lei. Tanto che Don Mazzi legge. E scrive. Una lettera aperta a Jessica indicandola come esempio di forza e attaccamento ai sogni per tutti i ragazzi delle comunità e per tutte le persone che dalla vita hanno avuto trappole e sgambetti e anche quelle che sono cadute da sole, magari perché il sogno era venuto meno.

Lei si rialza, con il sorriso di sempre, spontaneo e inimitabile.

Tanto che a marzo, alla prima occasione, torna in pista: partenza volante con la piccola Onyx Staf e tutti le vedono la coda - la sua e quella della cavallina - fino al traguardo; la retta d'arrivo è una passerella di gioia e di grida liberatorie. Di vita...

Tanto che la favola, anche finisse qui, sarebbe incredibile. E bella. Tanto bella...

Ma la bellezza non stanca il fato e il destino non lascia mai nulla al caso. Il cielo non spreca talenti per così poco...

Media, giornali e tv oltre a Don Mazzi, si sono accorti della forza dirompente della storia e del personaggio e perfino il sindaco di Sant'Elpidio a Mare e il suo assessore allo sport la "sponsorizzano" e l'ingaggiano come testimonial. Le fanno disegnare una giubba (un'altra gliela ricamerà a mano nonna Adalgisa, la madre della mamma) per tutte le corse che ancora farà e per la sua nuova "carriera" di driver. Solo agli ippici tutto questo non va giù e provano a screditarne il fenomeno e anche a guastarne l'istinto e la gioia di vivere; qualche sciacallo ci riuscirà anche, più avanti, per un periodo per fortuna destinato a diventare solo una parentesi tra felicità e felicità.

E se gli sciacalli la concupiscono, altri la rifiutano e la respingono. Spesso sono gli stessi ippici che hanno ridotto l'ippica in agonia. Lei però, tra uno strappone e l'altro, trova nei cavalli la forza per andar oltre e decide di partecipare all'intero Campionato delle Stelle, il torneo che da maggio ad agosto accompagna l'estate del circuito benefico. 

Nelle prime due tappe Jessy guida bene ma contratta e riesce a racimolare solo un quinto ed un terzo posto, ad Albenga, è quarta, poi, come d'improvviso, recupera la fiducia in se stessa e smette di dar retta ai pareri esterni (tieni di qua, aspetta di là, devi essere tu a comandare sul cavallo e lui deve fare quello che dici tu), ed è subito festa.

Siamo a Treviso: la sorte le ha affidato il vecchio Marco Aurelio, stanco e usurato più nella testa che nel fisico, ma con lei d'incanto recuperato nella psiche e nella voglia di correre. Partono in testa e volano insieme fino al traguardo, a tempo di record, con gli avversari che vedono Jessica sempre più piccolina e distante fino alle strette di mano della premiazione.

Anche al Garigliano, con Lotar Wise, parte come un missile; tanto veloce che Lotar inciampa e sbotta di galoppo, squalificato.

A Taranto va da turista. Entra da riserva ma finisce "titolare" e sostituisce un "collega" alla guida di Lupetto. Parte seconda dietro l'attore Bob Messini, lo supera al mezzo giro finale e se ne va facile vincitrice con la facilità di bere un bicchier d'acqua ma con l'entusiasmo e l'intensità che quell'acqua fosse l'unica di un intero deserto...

Dopo la notte di Taranto arriva il giorno di Civitanova, l'ultima tappa prima della finalissima di Montegiorgio. In palio, oltre agli 80 punti per il guidatore vincitore (ma lei è già in finale e certamente da prima in classifica, anche arrivasse ultima) c'è un premio senza eguali: la passerella in sulky a Varenne, il campionissimo, il mito, "il cavallo che non era mai nato"...

Jessy sente la cosa. Tanto che al mattino va a conoscere e coccolarsi Varenne mentre la bravissima fotografa Arianna Moroni scatta per "Oggi" le foto di un servizio intitolato "La Bella e il Campione". La gente accorre a fiumi, per applaudire la ragazza prodigio e, soprattutto, l'immenso Varenne: gente che in un ippodromo non c'era mai stata, persone che ci andavano sempre ma non ci vanno più, appassionati delusi da quell'ippica che si è dimenticata di essere sport, passione e divertimento, spettacolo e ha addirittura dimenticato che il centro del suo mondo deve essere il cavallo.

Quel giorno a Civitanova, in quell'ippodromo d'altri tempi che è ancora tutto campagna e da un lato della pista vedi e respiri il mare, dall'altro monti e colline, tutti quegli ingredienti tornano protagonisti; perfino un po' di sano patriottismo, riconoscenza e orgoglio, per il "Capitano" Varenne. Un grande evento, organizzato con amore dalla famiglia Mori, cinque ragazzi che non solo gestiscono da soli l'ippodromo, l'allevamento e la scuderia ereditati dal padre ma anche l'incredibile Museo del Trotto, un caso unico e di grande testimonianza per il settore e per l'Italia.

Arriva il momento della corsa "vip",come la chiama la gente: cI sono Chiappucci, Sabelli Fioretti, anche un vincitore di Grande Fratello come Ferdi Berisa e, soprattutto, c'è lei, la "Bandolera" Jessica, alla guida di Maggio del Par.

Lui ha corso la notte prima, è arrivato ultimo e un po' scoraggiato, anche per le frustate inutili che il professionista gli ha rifilato. Jessy va a conoscerlo in box, si fa annusare, riconoscere. Alza la mano per sistemargli la criniera, ma Maggio si inalbera, spaventato, si difende...Lei lo rincuora, lo rassicura, gli parla, ne ascolta le preoccupate istanze; fanno una foto insieme; e un patto segreto; e silenzioso; poi via verso la pista e la gara...

Scattano al comando ed è come le altre volte: non ce n'è più per nessuno. Chiappucci è buon secondo e può vantare di aver vinto la corsa degli altri, quella dei "terrestri". Jessica è predestinata, felice, tanto che quando sale alla guida di Varenne piange. Lei si commuove, lui si inorgoglisce: petto in fuori e nitrito al vento. Jessica guarda il Cielo e dentro le passa il mondo: la musica, l'amore, i sorrisi, il suo Zorro in disparte ma parte di tutto...

Le immagini dei due fanno il giro d'Italia, su giornali e tv, per tutta la settimana. Lei paga volentieri il conto alla notorietà: lunedì la Rai, martedì una tv locale, giovedì un'altra...

 

La sera si regala il concerto di Venditti, tanti ricordi e qualche brivido, di umidità ed emozione: "Lo sai o non lo sai che per me sei sempre tu la sola"...Jessy si scioglie, per un attimo sente le parole della canzone come se a cantargliele addosso fosse l'uomo che ama e finalmente sa che, per sempre, sarà per sempre così

Antonello attacca Buona Domenica. Già, domenica... Domenica c'è una finale da disputare. La finale di Montegiorgio. Quella finale. Al sorteggio Jessy ha "pescato" Onyx Staf, la cavallina con cui a marzo era tornata a correre e a vincere ma che da marzo non si era più ripetuta e nella sfida di Civitanova aveva rischiato addirittura il doppiaggio: "Non mi sembra in gran forma -dice- ma sono strafelice di guidarla e tornare a correre con lei". 
Anche Onyx deve pensarla così, tanto che dopo 300 metri le due "ragazze" sono di nuovo al comando e fanno corsa per proprio conto, padrone assolute della scena e del Campionato

Sembra il più bello dei lieto fine. Ma non è finita e a dirla con il senno di poi, anzi, il bello deve ancora venire. Un nuovo inizio, in quella magica notte. 

Per la prima volta al mondo l'ippodromo ha organizzato un race-off, un match tra il campione italiano dei guidatori professionisti e la regina dei dilettanti: Jessica contro Gaetano Di Nardo. Una follia. Jessica, per quanto bravissima ed ispirata, non sembra avere alcuna possibilità, è una sfida impossibile. L'impossibile non esiste, quando si mette il cuore. E' Davide contro Golia...

Il lampeggiare dell'autostart chiama i duellanti. Lei guida Loredan As, un maschio nero come la notte che solo la sera prima ha deluso gravemente a Civitanova, ma che lei ha "ascoltato" a suo modo e a suo modo incoraggiato, lui No Paris Texas, femmina veloce e scattante che puntualmente, con tutta la malizia e l'esperienza comprese nel lecito Di Nardo porta subito in testa.

Per tutti la corsa è finita. Per tutti o quasi. C'è qualcuno che resta ly, appoggiato allo steccato e con gli occhi chiusi e insieme spalancati. E' il suo amore. Trattiene il fiato, in attesa di qualcosa che non può accadere e che lui sa accadrà. Ha parlato con Lory e si fida di lei, della sua Jessica.

Lei sposta Loredan e lo scatena contro No Paris Texas, sorridendo. Di Nardo comanda come un forsennato, con le redini, la voce e perfino con qualche calcetto. Lory si impegna a sorrisi, quelli di Jessy. 

Ne viene fuori il più bel match della storia dell'ippica; una retta d'arrivo da consegnare agli annali, con il pubblico travolto e coinvolto dal pathos, dall'emozione. Anche chi ha scommesso su Di Nardo ora tifa per Jessica, adesso crede alla favola, ci finisce dentro. Negli ultimi metri Loredan sembra quasi volersi allungare il muso pur di metterlo davanti a quello dell'avversaria. E proprio sul palo ce la fa. C'è un niente di differenza, una narice, ma è il niente che vale tutto, la narice che fa la tutta la differenza del mondo e anche qualcosa in più... Marc Lawrence, sceneggiatore per Hollywood scrive un testo in italiano e il maestro Michele Pecora ci mette la musica e la voce, fanno addirittura di Jessy & Lory una canzone. La Gazzetta, il Corriere e Il Giornale aprono con la grande impresa, il miracolo firmato Jessica Pompa...

La Bandolera dà un bacio al suo principe a quattro zampe, a quel cavallo nero come Furia e Tornado (il destriero amico di Zorro) che si è divertito un sacco a correre insieme a lei e con lei ha vinto la corsa più bella di sempre. Bella come lei. Tanto bella...

MARCO SCOTTI 

 

 

  

    

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2.65% Biagio Lo Verde

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